Def: come inciderà su pensioni, famiglie e imprese

Le principali misure contenute nel documento di economia e finanza dal reddito di cittadinanza alla flat tax e al superamento della legge Fornero

manovra

La nota di aggiornamento al Def (documento di economia e finanza) vede finalmente la luce. Il testo è stato inviato alle Camere e dalla prossima settimana inizierà la discussione in aula. Come si legge nel documento, la manovra è stata pensata per «promuovere una ripresa vigorosa dell’economia italiana, puntando su un incremento adeguato della produttività̀ del sistema paese e del suo potenziale di crescita e, allo stesso tempo, di conseguire una maggiore resilienza rispetto alla congiuntura e al peggioramento del quadro economico internazionale». Le principali misure saranno il reddito e la pensione di cittadinanza, a partire da aprile, e la cosiddetta “quota 100” per anticipare il ritiro dal lavoro.

Principali misure
Per il reddito di cittadinanza saranno messi a disposizione 10 miliardi, di cui 9 verranno destinati a migliorare le condizioni di 6,5 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà, e un miliardo sarà destinato al rinnovamento dei centri per l’impiego. La disciplina verrà inserita in un ddl collegato alla legge di bilancio. Inoltre, per quanto riguarda le pensioni di cittadinanza, tutte le minime saranno portate a 780 euro. Capitolo flat tax: la misura riguarderà inizialmente le piccole imprese e le partite iva, con un prelievo fisso pari al 15 per cento fino a 65 mila euro, per salire al 20 per cento con un fatturato compreso tra i 65 e i 100 mila euro. Gli sgravi fiscali alle imprese costeranno 2 miliardi. Inoltre sono stati previsti anche 1,5 miliardi per rimborsare i risparmiatori truffati dalle banche e 1 miliardo per assunzioni straordinarie tra le forze dell’ordine.

Superamento legge Fornero e quota 100
Per quanto riguarda le pensioni, se, come già detto, la pensione di cittadinanza porterà le minime a 780 euro, la cosiddetta quota 100 darà la possibilità a quanti hanno raggiunto i 62 anni d’età con 38 di contributi di uscire anticipatamente dal mercato del lavoro, permettendo così, secondo le intenzioni del governo, l’ingresso di forza lavoro giovane. A questa misura sono stati dedicati 7 miliardi che permetteranno, nel 2019, circa 300 mila pensionamenti in più. Restano invece invariati i requisiti per le pensioni di vecchiaia (66 anni e 7 mesi con almeno 20 anni di contributi) e anticipata (qualsiasi età con almeno 42 anni e 10 mesi di contributi).

Capitolo deficit
Anche Bruxelles esaminerà il def, a cominciare dalla sezione riguardante gli indicatori di finanza pubblica con il rapporto deficit/Pil previsto per il 2019 al 2,4 per cento. Rispetto alla prima versione il def ha visto una sostanziale modifica rispetto a quanto dichiarato appena una settimana fa. Dopo la prima approvazione da parte del Consiglio dei ministri, infatti, il deficit sarebbe dovuto rimanere al 2,4 per i prossimi tre anni. Questo dato è stato modificato verso il basso per arrivare al 2,1 nel 2020 e all’1,8 nel 2021. Tuttavia, come scritto nella lettera che il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha inviato alla commissione Ue, la manovra «porterà un aumento della crescita all’1,5 per cento nel 2019, per arrivare all’1,6 e all’1,4 per cento negli anni successivi».

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