Def, ecco la nuova bozza  

Il sentiero di riforma per i prossimi anni prevede la graduale estensione del regime d’imposta sulle persone fisiche a due aliquote del 15 e 20 per cento, a partire dai redditi più bassi, al contempo riformando le deduzioni e detrazioni. Per incentivare gli investimenti, le imprese potranno inoltre beneficiare di una riduzione dell’aliquota Ires applicabile agli utili non distribuiti. Questa una delle previsioni contenute nella bozza del Def che l’Adnkronos ha potuto visionare. Ecco cosa c’è nel testo: 

SALARIO MINIMO – Nella bozza, anche il capitolo riguardante il salario minimo legale: “Il Reddito di Cittadinanza – si legge – sarà completato dall’introduzione del salario minimo legale, che garantirà un minimo retributivo legale ‘sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa’ a norma dell’articolo 36, comma 1 della Costituzione”. 

EROGAZIONE REDDITO – L’erogazione dei benefici previsti dal Reddito di Cittadinanza comincerà dal mese di aprile. Ciò dovrebbe fornire uno stimolo ai consumi delle famiglie meno abbienti, che hanno una propensione al consumo più elevata della media, si legge nella bozza del Def. La Legge di Bilancio per il 2019 prevede inoltre maggiori risorse per gli investimenti pubblici in confronto all’anno scorso, nonché la creazione di unità di coordinamento e progettazione per gli investimenti pubblici. 

DA EQUO COMPENSO A VOUCHER – Tra quanto prevede il programma nazionale di riforma, anche l’estensione dell’equo compenso e della normativa sul lavoro accessorio, per regolamentare lavori difficilmente inquadrabili in un contratto di settore come baby-sitter e quello agricolo stagionale alla modifica del T.U sulla sicurezza. Per quel che riguarda il miglioramento della sicurezza sui luoghi di lavoro il Governo, si legge, opererà per modificare il Testo Unico sulla Sicurezza “prevedendo adempimenti semplificati per le Pmi ed aumentando le risorse da destinare al personale addetto ai controlli e alla verifica della corretta applicazione delle normative in materia”.  

RIFORMA BANCHE POPOLARI – “La riforma delle banche popolari è in fase di attuazione, con solo marginali modifiche alla tempistica, mentre quella del credito cooperativo è sostanzialmente conclusa”, si legge ancora nella bozza. “L’accesso ai finanziamenti per le Pmi – scrive il governo – sarà ulteriormente migliorato con il sostegno ai fondi di venture capital e un maggiore orientamento dei Programmi individuali di risparmio (Pir) verso le Pmi”. 

PIL – “La crescita del pil nello scenario programmatico risulta pari a 0,2% in termini reali e 1,2% in termini nominali”, la previsione contenuta nella bozza. L’impatto complessivo del Dl crescita e dello Sblocca cantieri sull’economia, scrive ancora il governo, “viene prudenzialmente stimato in 0,1 punto percentuale di crescita aggiuntiva del pil nel 2019”. 

Nel quadro tendenziale, la previsione di crescita media del pil in termini reali per il 2019 scende allo 0,1 per cento, dall’1,0 per cento del più recente documento ufficiale. Per quanto riguarda il pil nominale, la crescita tendenziale prevista per il 2019 si riduce dal 2,3 per cento all’1,2 per cento, anche a causa di una limatura del deflatore del PIL, il cui incremento scende dall’1,1 all’1,0 per cento in presenza di deboli pressioni inflazionistiche. 

L’economia italiana, si legge nel documento, ha perso slancio durante lo scorso anno, registrando nel complesso una crescita del pil reale dello 0,9 per cento, in discesa dall’1,6 per cento del 2017. Ai modesti incrementi dei primi due trimestri del 2018 sono seguite, infatti, lievi contrazioni congiunturali del PIL nel terzo e quarto trimestre. Le stime tendenziali incorporano le più importanti misure espansive previste dalla Legge di Bilancio per il 2019 che cominceranno ad esercitare effetti di stimolo all’attività economica nei prossimi mesi.  

Se si confrontano le nuove previsioni con quelle del Def 2018, la diversa configurazione delle variabili esogene pesa per la maggior parte della revisione al ribasso. All’interno delle esogene, le peggiorate prospettive di crescita del resto del mondo e del commercio internazionale sono il fattore più rilevante per l’abbassamento della previsione, soprattutto per il 2019. Negli anni successivi giocano invece un ruolo crescente nello spiegare la revisione al ribasso il più elevato livello dello spread sui titoli di Stato e il lieve abbassamento delle stime di crescita potenziale. 

 

(Fonte: Adnkronos)