Di Maio “sfida” Salvini e parla di sicurezza e immigrazione

Il vicepremier e ministro del Lavoro, intervenuto a una trasmissione su Rai3, ha parlato di una proposta del ministro della Difesa, Trenta, che si rifà al sistema utilizzato negli Stati Uniti

M5S

Luigi Di Maio sfida Matteo Salvini. Il vicepresidente del Consiglio e leader del MoVimento 5 Stelle, infatti, durante la trasmissione Agorà su Rai 3 è intervenuto sull’argomento sicurezza (tema, normalmente, di competenza del ministro dell’Interno, in questo caso il vicepremier Matteo Salvini), dopo l’episodio, nel milanese, del dirottamento dell’autobus su cui viaggiavano 51 ragazzi delle scuole medie.

Sicurezza stile Usa
Di Maio spiega come il sistema italiano sia da migliorare e, a questo proposito, è stata elaborata una proposta, da parte del ministro della Difesa Elisabetta Trenta (M5S), ispirata dal sistema utilizzato dagli Stati Uniti: «Il modello italiano, che è quello che abbiamo trovato noi 8 mesi fa quando ci siamo insediati, come governo, è un modello italiano da migliorare. Il ministro della Difesa, che è Elisabetta Trenta del M5S, ha elaborato una proposta, sotto il coordinamento di Palazzo Chigi, che dice che da ora in poi per monitorare la sicurezza dobbiamo mettere in rete ed in comunicazione, e cominciare a farli coordinare, ministero dell’Interno, della Difesa, dei Trasporti insieme ai nostri Servizi di sicurezza. Con un modello che si rifà al modello del sistema di sicurezza nazionale degli Stati Uniti».

Questione migranti
E Di Maio non si è limitato solo al tema della sicurezza, ma ha parlato anche di immigrazione, affrontando la questione delle Ong partendo dall’ultimo caso che ha riguardato la nave “Mare Jonio” di Save Humans Mediterranea. Quanto accaduto, spiega il ministro del Lavoro, «dimostra che l’Italia è diventata il palcoscenico dell’immigrazione». Infine, riguardo al sequestro della nave, sottolinea: «La nave di quella Ong non l’abbiamo sequestrata noi come governo, ma la magistratura, un altro potere dello Stato ha riconosciuto che c’erano i fondamenti per sequestrare un’imbarcazione. Quella nave non doveva prendere quei 50 migranti, li doveva lasciare alla Guardia costiera libica, li ha messi a rischio della vita per portarli fino a qui».

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