Diabete, la diagnosi non preclude la possibilità di fare sport

Lo dimostra la Milano21 Half Marathon che vede in gara anche atleti diabetici con allenatori e sanitari per parlare di come sia possibile fare attività fisica con questa patologia

corsa per il diabete

Correre con il diabete si può. È con questo messaggio che gli atleti diabetici dell’ANIAD, l’Associazione Nazionale Italiana Atleti con Diabete (www.aniad.org), domenica 25 novembre affronteranno la Milano21 Half Marathon. Due le distanze previste: 21 km e 10 km, entrambe con formula agonistica o corsa non competitiva (partenza e arrivo in viale Cassiodoro). Obiettivo: lottare energicamente contro il pregiudizio all’insegna del motto: «Ho il diabete e mi curo anche correndo».

La parola dell’esperto
«Una diagnosi non ferma la corsa – spiega il professor Felice Strollo, diabetologo e vicepresidente dell’Aniad – Anzi. Il movimento per i diabetici è una medicina: mantiene nei limiti la glicemia, migliora a lungo termine le complicanze e riduce il fabbisogno di insulina in chi ha il cosiddetto “Diabete Mellito di tipo 1” (DMT1) o insulinodipendente. Inoltre, nei soggetti predisposti alla forma cosiddetta “di tipo 2” (DMT2), legata all’accumulo di grasso addominale e alla conseguente resistenza periferica all’insulina, previene la comparsa della malattia». «Saremo un’unica macchia di colore con le nostre magliette – aggiunge Strollo, coordinatore del gruppo di studio Diabete e Attività fisica dell’Associazione Medici Diabetologi e della Società Italiana Diabetologia -. Al fianco dei pazienti con punti di rilevazione sul percorso, daremo consigli in diretta attraverso postazioni di controllo online dei livelli di glucosio sottocutaneo registrati per tutta la durata della corsa. Inoltre, una laureata in scienze motorie li seguirà in bicicletta per dar loro sostegno motivazionale e sopperire ad eventuali difficoltà di comunicazione con i diabetologi. Il tutto consentirà di raccogliere un’ampia serie di informazioni sulla risposta fisiologica allo sforzo e sulle migliori strategie adottate in termini di allenamento, trattamento farmacologico ed integrazioni nutrizionali utili a tutti gli atleti che vorranno prepararsi alle prossime competizioni».

La manifestazione sarà dunque un’occasione per parlare con allenatori e sanitari di come l’attività fisica aiuti nella terapia e smentire pregiudizi nei confronti di una malattia che dal 2005 al 2015 è aumentata del 32,1 per cento.

Un’epidemia che fa paura
Il diabete mellito interessa oltre il 4 per cento degli italiani e si prevede possa colpire il 10 per cento delle persone nel 2040. Tale fenomeno è legato prevalentemente al DMT2 che è ormai frequente anche in giovane età per il sempre più diffuso ricorso al cosiddetto “cibo-spazzatura” e al crescente grado di sedentarietà. «Ma un terzo della popolazione non sa di avere il DMT2, malattia che non dà sintomi, per questo nessuno esegue controlli in tempo utile».

 L’Aniad
Da oltre 25 anni aiuta tantissimi atleti diabetici a regolare meglio il metabolismo in rapporto all’uso dell’insulina, promuovendo campagne per sensibilizzare la popolazione alla prevenzione e aiutare le persone con prediabete e diabete ad accrescere la loro motivazione e capacità di svolgere regolare attività fisica. Secondo i dati Istat, la maggioranza degli over45 con diabete (il 64 per cento) non pratica alcuna attività fisica e il 26 per cento è anche obeso. «Nel mondo – ricorda il professor Strollo – oltre 400 milioni di persone hanno il diabete, patologia che ogni giorno causa 14 mila decessi. Armi fondamentali, soprattutto per il tipo 2, dieta sana e movimento all’aperto».

Allenamento costante
Secondo l’American Diabetes Association, una corretta alimentazione e una regolare attività fisica riducono di oltre il  50 per cento il pericolo di diabete di tipo 2 in soggetti predisposti. Bastano 30 minuti 5 giorni la settimana o 50 minuti per tre sessioni. L’attività indicata è mista: aerobica (corsetta, bici) e anaerobica (potenziamento muscolare). Entrambe aumentano l’efficacia dell’insulina contrastando l’insulino-resistenza. La Società Italiana Diabetologia consiglia: 3-5 volte la settimana 20 minuti di esercizi aerobici (nuoto, camminata, bici) e 30 minuti di ballo, tennis, calcio o basket; 2-3 volte a settimana yoga, stretching e sollevamento pesi.

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