Dialogo tra le PA: processi di interoperabilità e soluzioni sartoriali  

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Arienti (SAP) e Fantinati (Sottosegretario PA) per la razionalizzazione dei processi al servizio dei cittadini
Roma, 10 aprile 2019 – Istruzione, welfare, giustizia, infrastrutture, sanità: in ogni ecosistema si lavora per migliorare nella strutturazione ed erogazione dei servizi che vedono cooperare tra loro diverse realtà pubbliche (e talvolta private) in favore del cittadino. Da queste premesse è partito il tavolo tecnico “IL DIALOGO DIGITALE TRA PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI: Evoluzione e razionalizzazione dei processi al servizio delle persone” promosso da SAP, leader di mercato nelle applicazioni software per il business. L’appuntamento, organizzato ieri a Palazzo Fiano in collaborazione con Consenso BU di relazioni istituzionali del gruppo Hdrà, ha permesso a Governo, associazioni di categoria e aziende di discutere di come rafforzare il dialogo tra le diverse realtà regionali e locali, affinché il cittadino possa, ovunque si trovi, disporre di un’omogenea efficienza di servizio individuando quei processi virtuosi che rendano possibili l’accesso ai servizi digitali moderni al servizio delle imprese e dei cittadini. Parola chiave “interoperabilità”: già perché come ha evidenziato in apertura dei lavori Andrea Tonci, Partner EY, tra i problemi principali della collaborazione tra diverse PA non vengono annoverate non solo le competenze digitali, ma anche e soprattutto la difficoltà di trovare drive true condivise: team dedicati, progetti agili, la capacità di essere inclusivi nell’erogare servizi in una logica di network. Come? Non impartendo ricette ma partendo da best practice e modellizzarle, partendo dal locale per arrivare alla creazione di hub. Nella stessa direzione l’intervento di Mattia Fantinati Sottosegretario alla Pubblica Amministrazione “Oggi le PA dispongono di una enorme mole di dati. Il fattore determinante è renderli usabili e interoperabili: molti uffici sono spesso monadi isolate e il ‘fare sistema’ è il vero valore aggiunto. Per questo, ci siamo concentrati sul far entrare a regime l’anagrafe unica, l’Anpr, e la Pdnd, la piattaforma digitale nazionale dei dati. Questo tipo di progetti sono il driver della trasformazione della Pa che si aspettano i cittadini da noi”. La propensione alla collaborazione e allo scambio tra uffici ed enti diversi nasce dalla condivisione di obiettivi e di difficoltà. In un un’ottica di miglioramento e di risparmio nella strutturazione ed erogazione dei servizi offerti ai cittadini, alcuni ecosistemi hanno scelto di “fare rete”: creare un sapere condiviso, velocizzare l’azione amministrativa, ridurre la complessità organizzativa dei servizi, creare efficienza ed efficacia, diffondere strumenti di lavoro più innovativi, migliorare i servizi. Le competenze e la capacità di operare in rete sono stati al centro degli interventi degli altri attori al tavolo: Antonella Galdi, Vice Segretario Generale ANCI, Gianluca Postiglione Direttore Generale, So.Re.Sa, Gino Scaccia Capo di Gabinetto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Dimitri Tartari Responsabile Agenda Digitale, Regione Emilia-Romagna. Giuseppe Virgone Responsabile Pagamenti Digitali, Team per la Trasformazione Digitale, Andrea Belardinelli Responsabile Settore Sanità Digitale e Innovazione Regione Toscana, Idelfo Borgo Direttore ICT e Agenda Digitale, Regione Veneto, Vincenzo Carnevale Vice Presidente UPI Lazio. A spronare la discussione degli attori al tavolo il contributo di Luisa Arienti Amministratore Delegato, SAP Italia “Quando – come nel caso italiano – si è indietro in un processo di trasformazione digitale, si ha la possibilità di guardare chi è avanti e grazie alla tecnologia oggi disponibile accelerare per tornare a competere”. E poi rivolgendosi agli ospiti in sala “Per strutturare nuovi processi di interoperabilità è importante coinvolgere chi opera fattivamente all’interno del processo – ha sottolineato Arienti – oggi è possibile ricevere feedback immediati dagli utilizzatori dei servizi. Saper leggere queste indicazioni permette alle amministrazioni pubbliche di operare sartorialmente, creando soluzioni ad hoc per imprese e cittadini in linea con le loro aspettative”. E sulla necessità di generare “valore” in termini di competenze SAP ha le idee chiare: la formazione che oggi viene richiesta sia nel settore pubblico che nel settore privato riguarda l’approccio al digitale. Proprio in quest’ottica l’azienda ha coinvolto l’anno scorso in Italia oltre 7 mila ragazzi tra gli 8 e i 24 anni in progetti di coding, robotica educativa, hackathon, design thinking con l’obiettivo di potenziare le abilità cognitive.
 

Per maggiori info: https://www.sap.com/index.html
 

(Fonte: Adnkronos Immediapress)