Disabili, a scuola sono raddoppiati bambini con problemi fisici o mentali

E’ quanto emerge da un’analisi Uecoop su dati Istat in occasione della Giornata mondiale della sindrome di Down

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Quanti sono i disabili nelle scuole? Il numero arriva quasi a quota 160 mila bambini con problemi fisici o psichici, iscritti agli istituti primari e secondari di primo grado. In aumento del 100 per cento (praticamente raddoppiati) rispetto a 25 anni fa. E’ quanto emerge da un’analisi dell’Unione europea delle cooperative Uecoop su dati Istat in occasione della Giornata mondiale delle persone con la sindrome di Down.

Disabilità intellettive 
In Italia un caso su tre riguarda problemi motori e di apprendimento con oltre il 49 per cento che soffre di vere e proprie disabilità intellettive. La sindrome di Down è una variante genetica che in Italia riguarda un bambino ogni 1.200 che nascono e si chiama così perché il medico inglese John Langdon Down nel 1866 ne ha descritto per la prima volta le caratteristiche, mentre nel 1959 lo scienziato Jerome Lejeune ha scoperto che le persone con sindrome di Down hanno un cromosoma in più nelle loro cellule una “condizione genetica” che non può essere curata. 

Sfida per il welfare
«L’aumento della presenza dei disabili a scuola è tra le sfide più importanti per il welfare italiano che può essere affrontata con la giusta miscela di pubblico e privato grazie anche all’opera delle oltre 12 mila cooperative sociali e di istruzione che si occupano di disabilità non solo a scuola, ma anche nei centri di aggregazione e in casa – dice la Uecoop nella nota – In tale contesto da un lato bisogna garantire la massima assistenza alle famiglie con il potenziamento del numero del personale di sostegno, dall’altra bisogna cercare di proseguire con lo stimolo intellettuale dei ragazzi sia in classe che nella vita extra scolastico in modo da amplificare quanto appreso sui banchi nonostante mille difficoltà. Molto spesso al di fuori dell’orario scolastico è proprio il grande mondo delle cooperative sociali a svolgere questo lavoro di assistenza ai genitori nelle gestione dei figli disabili».

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