Disabili, in Italia si rispetta l’obbligo assunzioni per le piccole imprese?

Daniele Regolo, un non udente che ha fondato un'agenzia specializzata nel collocamento delle categorie protette, percepisce aria di cambiamento

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Dal 1° gennaio 2018 i datori di lavoro che occupano da 15 a 35 dipendenti hanno l’obbligo di presentare agli uffici competenti la richiesta di assunzione di una persona con disabilità appartenente alle categorie protette. Il termine stabilito per mettersi in regola è «entro 60 giorni dall’avvio del provvedimento», quindi entro il 2 marzo 2018, tutte le PMI avrebbero dovuto assumere almeno un disabile, pena una sanzione amministrativa pari a 153,20 euro per ogni giorno di lavoro e per ogni lavoratore con disabilità non assunto. È uno degli effetti del Jobs Act che ha modificato la legge n. 68/1999. Lo scopo di questa riforma è di incentivare le assunzioni, anche attraverso dei bonus fiscali. Con il 2018 che si avvia alla conclusione, qual è il bilancio? Il provvedimento ha avuto gli effetti auspicati? Lo abbiamo chiesto a Daniele Regolo che ha fatto tesoro della sua esperienza di vita quale lavoratore con disabilità uditiva e si è inventato una professione. È nata così Jobmetoo, un’agenzia per il lavoro online, autorizzata dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, per l’attività di ricerca e selezione esclusivamente focalizzata sui lavoratori con disabilità e appartenenti alle categorie protette. «Dopo aver trascorso molti anni tra un lavoro precario e l’altro, costruendo un cv disorganico – racconta Daniele Regolo a Momento Italia – ho superato un concorso pubblico come amministrativo in un’azienda ospedaliera. Credevo fosse arrivato il premio per tanti sforzi compiuti, ma la collocazione del tutto impropria come front office ospedaliero, incompatibile con la mia sordità, mi ha spinto a presentare le dimissioni per fondare quel riferimento che mi era sempre mancato per trovare lavoro».

Daniele Regolo, fondatore di Jobmetoo

Mancano dati ufficiali
Il fondatore di Jobmetoo guarda con favore all’obbligo introdotto dal 1° gennaio 2018: «Il Jobs Act, tra i vari aggiornamenti alla legge 68, ha introdotto soprattutto la chiamata nominativa; in altre parole,  diventa più consapevole il momento d’incontro tra azienda in obbligo e lavoratore con disabilità».  Non ci sono però statistiche recenti che possano confermare (o smentire) la bontà del provvedimento: «Gli unici dati ufficiali che noi abbiamo provengono dalle periodiche relazioni al Parlamento e l’ultima, uscita quest’anno, riporta i dati del biennio 2014-15. Quindi non siamo in possesso di indicazioni certe, anche se nella stessa relazione si cita il Jobs Act e si spiega che gli effetti dovranno essere misurati nel tempo. Per quanto riguarda invece Jobmetoo, il matching tra azienda e candidato è stato sempre, fin dalla nostra fondazione nel 2014, un momento “alla pari”. Fin da subito abbiamo spinto tantissimo per far capire alle aziende che non si dovrebbe assumere per obbligo, ma per professionalità. La risposta che stiamo ricevendo ci soddisfa e possiamo dire che, anche se la strada da compiere è lunga, effettivamente la percezione relativa alla disabilità è in fase di mutamento». 

Sensibilità aziendale
L’obbligo di assunzione delle persone con disabilità anche per le PMI, è bene ricordarlo, è stato accolto con favore da alcuni, ma ha anche scatenato aspre critiche da parte di molti piccoli imprenditori, nonostante la norma preveda degli incentivi fiscali per le assunzioni, come spiega Regolo: «Il Jobs Act mette mano al sistema degli incentivi aumentandoli in base alla percentuale ma anche alla tipologia di disabilità. Questo sistema consente di ricevere maggior sostegno se si assume una persona con una disabilità complessa. Anche in questo caso, però, bisognerà attendere almeno un paio d’anni per capire la portata di questa  disposizione. Tengo a sottolineare che ci capita non di rado di constatare come l’azienda non badi agli incentivi, ma ad assicurarsi un valido professionista. Credo sia un segno tangibile della sensibilità di molte realtà economiche».

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