Disabilità, Cavagnini: «Basta elemosina: garantiamo l’accesso allo sport»

La stella del Santa Lucia (basket in carrozzina) sta sostenendo la battaglia di Giusy Versace (Forza Italia) attraverso la proposta di legge che mira all’introduzione degli ausili e delle protesi destinati a persone disabili per lo svolgimento dell'attività sportiva tra i dispositivi erogati dal servizio sanitario nazionale

disabilità

Fa parte della generazione magica che annovera i nomi di Carlton Myers, Gianluca Basile e Gianmarco Pozzecco. Ha 43 anni, gioca a basket da quando è un ragazzino. E non ha nessuna intenzione di mollare. L’identikit porta dritto a Matteo Cavagnini, ex capitano dell’Italia e bandiera (in campo e dietro la scrivania) del Santa Lucia Basket, la Juventus del basket in carrozzina. All’età di 14 anni gli è cambiata la vita: un incidente in motorino gli è costato l’amputazione di una gamba. Il basket l’ha salvato. Si è trasformato nella stella polare della sua esistenza. Cavagnini sta sostenendo la battaglia di Giusy Versace (Forza Italia) attraverso la proposta di legge che mira all’introduzione degli ausili e delle protesi destinati a persone disabili per lo svolgimento dell’attività sportiva tra i dispositivi erogati dal servizio sanitario nazionale. «Giusy sta lottando per permettere a tutti di praticare sport, qualunque sport. La pallacanestro mi ha dato una seconda vita. Quando ero giovane ho fatto i salti mortali per comprarmi la prima carrozzina. Ero figlio di pensionati, non navigavamo nell’oro. Mi sono inventato feste per raccogliere fondi e ho chiesto una mano al Comune dove abitavo. L’approvazione di questa proposta di legge è fondamentale per i diritti dei disabili». Insomma, la mission è inserire protesi e carrozzine in assetto sportivo nel nomenclatore tariffario, il documento emanato e periodicamente aggiornato dal Ministero della Salute che stabilisce la tipologia e le modalità di fornitura a carico del servizio sanitario nazionale. L’incontro tra Matteo Cavagnini e Giusy Versace è andato in scena durante la presentazione della Reggio Calabria basket in carrozzina: «Giusy mi ha conquistato subito. In silenzio, senza farsi pubblicità, ha donato delle carrozzine tramite la sua associazione alla società calabrese. Lei è un simbolo del mondo paralimpico. Da lì è nata una stima reciproca».    

Matteo Cavagnini e Giusy Versace alla Camera

Salti mortali
Una carrozzina da principiante ha un costo di circa 1.500-2.000 euro, mentre una carrozzina su misura, di alto livello, può avere un costo che va dai 3.000 ai 5.000 euro. «Parlo sia da sportivo che da dirigente e dico che non è facile – continua Cavagnini – Al Santa Lucia Basket stiamo attuando la politica di non far pagare i nostri tesserati. Abbiamo un parco macchine che mettiamo a disposizione sia della prima squadra che della squadra B. Dei giovani e dei meno giovani. Certo, il mezzo va adattato all’atleta e l’atleta si deve adattare. Mi rendo conto che quando vuoi crescere e investire su questo sport diventa un problema. Se hai fortuna la società di accompagna, in caso contrario diventa complesso. A volte ci sembra di chiedere l’elemosina. Il discorso comunque cambia quando diventi un atleta top: a quel punto la federazione mette a disposizione le carrozzine. Lo stessa cosa vale se vieni tesserato dai corpi sportivi militari. Chiaramente si tratta di un cerchio molto ristretto di sportivi». Cosa consiglio a una famiglia che vuole far praticare sport a un ragazzo o una ragazza disabile? «Di cercare informazioni sul sito del comitato paralimpico e individuare una società comoda da raggiungere».  

Santa Lucia Basket
Il Santa Lucia Basket Roma ha sede in Via Ardeatina numero 354. E’ la squadra di basket in carrozzina più vincente in Italia. Lo dice la bacheca dei trofei che comprende 21 scudetti, 12 Coppa Italia, 5 Supercoppa Italiana e 3 Coppa dei Campioni. I costi di gestione sono altissimi. Anche perchè manca un main sponsor. In passato ha rischiato di chiudere i battenti, ma è stata “salvata” dalla passione di Matteo Cavagnini e Giulio Sanna, diventati così giocatori-dirigenti. Ogni anno si vive sul filo del rasoio. «Io e Giulio lottiamo quotidianamente per gestire i costi in maniera intelligente – chiude Cavagnini – Colgo l’occasione per ringraziare la famiglia Amadio che ci permette anche quest’anno di usare la struttura e il campo. L’anno scorso, sul piano sportivo, ci siamo tolti delle grandi soddisfazioni raggiungendo i playoff e vincendo in ambito europeo. Adesso non ci nascondiamo, voglio ancora di più. A me piace vincere. Pretendo il massimo impegno da tutti. Uno degli obiettivi principali è quello di portare i giovani in Serie A. La nostra palestra è sempre aperta. Se il mio futuro è in politica? Attualmente mi sento un atleta. E poi ho questo nuovo ruolo da dirigente sportivo che mi impegna parecchio. Ho tanti sogni ancora da realizzare, non so cosa voglio fare da grande. Non scarto nulla…».