Discoteche, Silb: «Serve la Polizia sulle piste pagata da noi imprenditori»

Il presidente Maurizio Pasca: «Da anni gli operatori del settore stanno subendo questa gioventù, più incline allo sballo e alla violenza, occorre porre dei freni»

discoteche

La maxi rissa al Guendalina di Santa Cesarea Terme ha lasciato il segno all’interno del Silb, l’Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da Ballo e di Spettacolo. Le immagini sono diventate virali sui social (e non solo), rappresentano una pubblicità negativa e hanno riaperto il dibattito sulla sicurezza all’interno dei locali notturni, in primis delle discotesche. Del resto, «la security interna davanti a scene del genere non può fare quasi nulla: numericamente non è in grado di affrontare simili emergenze», dice senza giri di parole Maurizio Pasca, presidente del Silb. Da qui l’idea di un «presidio fisso di forze dell’ordine o di Polizia in tutte le discoteche d’Italia. Pagato da noi imprenditori». 

Freno alla violenza
«Ormai viviamo in una società sempre più violenta, ma una delle cose più sconcertanti che è emersa è l’impassibilità delle persone che si trovavano in pista in quel momento, intente a fare video e selfie nell’indifferenza generale. Risse del genere non si vedono più neanche negli stadi», ha aggiunto Pasca al Corriere Mezzogiorno. «Da anni gli operatori del settore stanno subendo questa gioventù, più incline allo sballo e alla violenza, occorre porre dei freni».

Vendere divertimento
«La presenza di carabinieri o poliziotti in pista invece fungerebbe da grande deterrente per tutti. Basta additare le discoteche come luogo di perdizione, di spaccio e di risse. Noi vendiamo divertimento. Occorre un presidio fisso in tutte le discoteche di tendenza d’Italia da Nord a Sud. Nelle altre nazioni prima di entrare in discoteca vieni perquisito, qui da noi non vi sono controlli e nei locali spesso vengono introdotte mazze, coltelli, stupefacenti. Al Guendalina non è accaduto nulla per fortuna ma se ci fosse scappato il morto?».

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