Disoccupazione, è scontro sui dati Istat. Il decreto dignità è la soluzione?

Per Lega e Movimento 5 Stelle il provvedimento del governo è la strada giusta per risollevare l'occupazione italiana. Opposizioni e Cgil chiedono un dietrofront

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«I dati Istat sulla disoccupazione certificano che il Jobs Act voluto dal Pd ha fallito. A maggior ragione il decreto dignità, migliorato grazie alle modifiche proposte dalla Lega, è un provvedimento che dà risposte concrete contro la precarietà», a sottolinearlo, in una nota, è il sottosegretario al lavoro Claudio Durigon, dopo che l’Istat ha pubblicato i dati sull’occupazione a giugno, certificandone un aumento al 10,9 per cento,  +0,2 punti percentuali su base mensile.  «Abbiamo reintrodotto i voucher per il sistema agricolo, per le strutture turistico ricettive e per le aziende alberghiere. Abbiamo previsto che il tetto dei contratti a tempo determinato passi al 30 per cento, il salvataggio dello staff leasing e la salvaguardia del contratto di somministrazione. Inoltre, abbiamo esteso la decontribuzione anche alle assunzioni stabili degli over 35 dal 2019, finanziando lo sgravio al 50 per cento con l’incremento dello 0,5 per cento a carico dei rinnovi dei contratti a tempo determinato e con l’aumento del prelievo erariale sulle apparecchiature per i giochi», ha sottolineato Durigon.

Stessa lettura anche dagli alleati di governo. «Le fallimentari politiche sul lavoro perpetrate negli ultimi anni da coloro che oggi hanno l’ardire di scagliarsi contro il decreto dignità hanno avuto come unico effetto quello di portare al non certo invidiabile record storico di contratti a termine in Italia – dicono in una nota congiunta i senatori del Movimento 5 Stelle in Commissione Lavoro – Sono 3 milioni 105 mila, attesta oggi l’Istat. Un dato preoccupante che, come se non bastasse, si accompagna all’aumento sia del tasso di disoccupazione generale, salito al 10,9 per cento, sia del tasso di disoccupazione giovanile (32,6 per cento). Di fronte a questo quadro, si rende fondamentale e non più rinviabile l’approvazione di norme, come quelle contenute nel decreto dignità, che permettano ai tanti precari, giovani e meno giovani, di uscire da una spirale d’incertezza nella quale sono piombati da troppo tempo».

Di tutt’altro avviso la Cgil.  «Ancora una volta i dati dell’Istat ritraggono un Paese fragile, in cui l’occupazione resta la vera emergenza. Alla luce del continuo aumento del lavoro a termine, a scapito di quello stabile, risultano incomprensibili e contraddittorie le misure del decreto dignità discusse in queste ore in Parlamento», sottolinea la segretaria confederale Tania Scacchetti. «Nel decreto dignità – spiega la dirigente sindacale – da un lato, si punta positivamente alla limitazione dell’utilizzo del tempo determinato, ma senza il coraggio di inserire la causale fin dall’inizio, dall’altro si ripropone la liberalizzazione dei voucher, simbolo di precarizzazione e mancanza di tutele, come soluzione per settori strategici come agricoltura e turismo».

Così anche il senatore di Forza Italia, Dario Damiani, che commenta «con la propaganda e con gli annunci eclatanti alla stampa non si creano posti, ma occorrono azioni concrete al momento totalmente assenti, come certifica l’Istat, che non è certo un partito politico di opposizione».

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