Dl Imprese: Cfi, bene più risorse per interventi su Wbo  

L’amministratore delegato di Cfi, Cooperazione Finanza Impresa, Camillo De Berardinis esprime soddisfazione per l’approvazione dell’emendamento del decreto legge Salva Imprese che prevede più risorse per sostenere la nascita e lo sviluppo di società cooperative di piccole e medie dimensioni costituite da lavoratori provenienti da aziende in crisi, i cosidetti workers buy out.  

“È una decisione importante che si inquadra tra le misure di Parlamento e Governo volte a rafforzare uno strumento, il DM 4.12.2014, che ha dimostrato grande efficacia ed ha permesso di finanziare 62 progetti per oltre 14 milioni di euro, garantendo la salvaguardia di 1.830 posti di lavoro e confermando come il Wbo sia una pratica sempre più diffusa, da incentivare, anche per situazioni di crisi più complesse”.  

L’ emendamento prevede che la dotazione del Fondo per la crescita sostenibile sia incrementata di 500 mila euro per il 2019, di 1 milione di euro per il 2020 e di 5 milioni per il 2021 destinati al rifinanziamento del Dm 4.12.2014.  

“Le nuove risorse destinate a questo fondo – sottolinea De Berardinis – consentiranno a Cfi, società finanziaria partecipata dal Ministero dello Sviluppo Economico e strumento di attuazione della “Legge Marcora”, di aumentare gli interventi per il salvataggio di imprese in crisi e il recupero di aziende confiscate alla criminalità organizzata da parte dei lavoratori, con un importante impatto non solo a livello occupazionale, ma anche economico e sociale nel territorio in cui l’azienda opera”.  

Cfi, dal 1986, finanzia la crescita e lo sviluppo delle imprese cooperative e in questi anni ha effettuato complessivamente, con i fondi della Legge 49/1985 (Legge Marcora) e del Dm 4.12.2014, impieghi per 226 milioni di euro, sostenendo investimenti e progetti di 395 imprese di cui 228 workers buyout e salvaguardando oltre 19.500 mila posti di lavoro (dati aggiornati a luglio 2019).