Dolore lombare: le cause più comuni e i rimedi

La lombalgia è tra i disturbi più diffusi, invalidanti e costosi esistenti, capace di generare un via vai di persone senza fine nelle sale d’attesa di Medicina Generale e nelle farmacie. Ecco allora chiarite le cause più comuni del dolore lombare e i possibili rimedi

dolore lombare

Mediamente fin dai 10 mesi di vita, quando il bambino inizia ad assumere una postura verticale e a muovere pian piano i suoi primi passi, sulla schiena grava il fondamentale compito di sostenere l’intero organismo. Con il passare degli anni, però, in molti casi essa comincia ad accusare qualche colpo.

Il dolore lombare (più comunemente noto come mal di schiena) è, infatti, un disturbo diffuso, soprattutto nei paesi industrializzati. In Italia, secondo i dati ISTAT, arriva a colpire, almeno una volta nella vita, fino all’80 per cento della popolazione nell’età compresa tra i 20 e i 50 anni.

Molte possono essere le cause scatenanti. Tra le più comuni troviamo:

  • Sovraccarico

Vi è maggiormente esposto chi durante la giornata svolge lavori pesanti o pratica determinati sport che sforzano particolarmente la schiena, ma anche chi sta molto tempo in piedi assumendo una postura scorretta (in quanto il peso del corpo non è distribuito equamente).

Tuttavia, non sempre la postura scorretta deriva da cattive abitudini personali. A volte dietro di essa ci possono essere problemi più profondi e strutturali, come nel caso di alterazione della curva fisiologica lombare (scoliosi, iperlordosi, ipolordosi) o di patologie del piede (varismo, valgismo).

Il sovraccarico può sfociare in un’ernia del disco (fuoriuscita del nucleo polposo dal disco, preceduta da una dislocazione) o in una protrusione discale (schiacciamento del disco invertebrale). In questi casi il dolore può essere molto intenso e invalidante.

  • Sedentarietà

Anche restare seduti a lungo, che sia a casa, in ufficio o sui mezzi, predispone la schiena a pericoli. In particolare, durante i viaggi, l’esposizione a continue vibrazioni aumenta la possibilità di contrazione della colonna vertebrale. 

  • Traumi

Incidenti, cadute e movimenti rapidi del tronco possono comportare fratture vertebrali o più semplicemente contratture e strappi muscolari.

  • Aumento del peso corporeo

Sia esso localizzato nella zona addominale (come nelle donne durante la gravidanza) o patologico (nel caso di obesità) l’aumento del peso corporeo porta sempre con sé conseguenze negative per la schiena in quanto i dischi e le vertebre, dovendo lavorare di più, sono esposti a un maggiore rischio di usura.

  • Patologie a carico delle vertebre

Tra cui artrosi vertebrale (malattia cronica degenerativa, spesso legata all’invecchiamento, che colpisce le articolazioni), osteoporosi (perdita di massa ossea dello scheletro), spondilolisi (interruzione dell’istmo) e spondilolistesi (scivolamento di una vertebra sulla vertebra sottostante in avanti, indietro o di lato).

Conseguenze comuni a questi tipi di patologie sono la progressiva usura e la degenerazione della colonna vertebrale. I movimenti diventano quindi difficoltosi e dolorosi.

  • Stenosi spinale

È una patologia a carico del canale vertebrale che subisce un restringimento, comprimendo il midollo al suo interno dal quale si diramano le radici nervose. Il dolore localizzato nella zona lombare potrebbe irradiarsi agli arti inferiori alterandone la sensibilità.

Una volta individuate le cause più comuni è bene soffermarsi anche sui possibili rimedi.

Nella fase acuta la soluzione più immediata consiste sicuramente nell’utilizzare farmaci antinfiammatori localizzati (in casi gravi si può arrivare persino all’iniezione di anestetico nella zona d’interesse).

Una volta alleviato il dolore lombare, è consigliabile fare 15 minuti al giorno di:

  • camminata, per rinforzare i muscoli della schiena senza fare troppa fatica;
  • stretching statico mirato, per diminuire la rigidità della zona e migliorarne la flessibilità.

Nel 90 per cento dei casi questo disturbo guarisce spontaneamente nell’arco di un mese circa. Se il dolore persiste, quindi nei casi di lombalgia sub-cronica (da 6 a 12 settimane) o cronica (più di 12 settimane), andranno effettuati dei controlli specifici per capire se la causa è di natura patologica.

In primis sarà utile una visita ortopedica al fine di escludere alterazioni strutturali della colonna o dei piedi; se presenti, si dovrà agire con l’utilizzo di busti o plantari personalizzati.

Un altro trattamento di grande aiuto è quello offerto dalla fisioterapia sia mediante terapie strumentali altamente performanti, come la tecarterapia e la laserterapia yag (hanno un effetto antinfiammatorio e stimolano la rigenerazione tissutale attraverso la vascolarizzazione e l’ossigenazione dei tessuti danneggiati) sia attraverso la terapia manuale (che riduce il dolore e ripristina l’articolarità a livello del rachide lombare).

Inoltre è importante intraprendere un percorso di rieducazione posturale globale, in modo da riequilibrare l’intera colonna vertebrale eliminando i sovraccarichi e riducendo le tensioni a livello discale e nervoso.

Rimedi più invasivi, come gli interventi chirurgici (ad esempio nucleoplastica e nucleo aspirazione, fusione spinale o posizionamento di strumentazione interspinosa), sono da tenere in considerazione solo in ultima analisi con la consultazione di un medico e solo nel caso di dolore significativo. Essi possono rivelarsi utili in pazienti con fratture, ernia del disco, stenosi spinale, spondilolisi e spondilolistesi.