Dopo 200 anni stetoscopio in pensione 

I medici dicono addio allo stetoscopio. Lo strumento simbolo insieme al camice bianco della professione, che da poco ha compiuto 200 anni di storia, sta forse per andare in pensione. Sorpassato dalla tecnologia, dagli ultrasuoni e dalle ‘app’ che lo rendono un dispositivo del secolo passato. Lo stetoscopio fu inventato in Francia nel 1816 dal medico francese René Laennec che inventò questo strumento utilizzando un quaderno arrotolato per percepire i battiti cardiaci di una paziente obesa.

Per duecento anni è stato al collo dei medici pronto per essere usato per ascoltare soffi, ritmi anormali e altri problemi al cuore o ai polmoni. Ma – secondo molti osservatori soprattutto americani – oggi ci sono nuove tecnologie che lo faranno presto diventare obsoleto. Nelle università i giovani medici si riconoscono dal camice bianco e, appunto, dallo stetoscopio. Il suo utilizzo ancora si insegna, ma nell’ultimo decennio è avvenuta una rivoluzione in questo campo.

L’industria dei dispositivi ha miniaturizzato ogni tipo di strumento medico e con gli scanner agli ultrasuoni ha creato stetoscopi digitali che, collegati allo smartphone, creano immagini e possono essere letti in tempo reale. Uno studio del 2014 pubblicato sul ‘Journal of American Cardiological Imaging’ suggeriva la superiorità di questi sistemi rispetto all’esame diretto.

Ecco che molti medici hanno appoggiato la svolta e rivendicano il fatto che oggi non c’è più motivo di auscultare i pazienti quando si può vedere tutto. Una start-up americana ha lanciato lo scorso anno ‘Butterfly iQ’, un dispositivo ad ultrasuoni, con una nuova tecnologia, collegabile direttamente ad uno smartphone, che promette di rivoluzionare la moderna diagnostica per immagini, anche nei costi.