Dopo Pasqua si torna al lavoro? Risponde il virologo Fabrizio Pregliasco

Dopo Pasqua si torna al lavoro? Se lo stanno chiedendo tanti italiani.  Il coronavirus li costringe a caso. Alcuni non hanno mai smesso grazie allo smartworking, altri, invece, hanno dovuto abbassare le serrande dei propri esercizi commerciali.

E’ un sacrificio necessario. L’obiettivo è rallentare la diffusione del coronavirus per non mettere in crisi il sistema sanitario nazionale. E’ noto, però, che i numeri annunciano un miglioramento piccolo, ma costante. Questo potrebbe indurre ad aprire la così detta “fase”.

Coronavirus sotto osservazione

Ci si chiede se, perciò, dopo Pasqua  si potrebbe aprire la così detta ‘Fase 2. L’ha definita così Giuseppe Conte e potrebbe essere quella in cui una parte della macchina produttiva del Paese potrebbe tornare operativa.  A spiegare come potrebbero andare le cose è il virologo Fabrizio Pregliasco all’Agi.

“Si inizierà a riaprire – ha rivelato – quando i nuovi casi saranno pochi e, quindi, considerati tollerabili. Si inizierà dalle regioni meno colpite e con meno casi, come la Sardegna, fino ad arrivare per ultimo alla Lombardia”.

Il virologo ha sottolineato come non bisognerà aspettarsi qualcosa di impetuoso, ma solo aperture graduali che riguarderanno aziende e situazioni in cui potrà essere limitato il rischio di contagio.  Non è dato sapere se ciò potrebbe avvenire dopo Pasqua o più in avanti.

Pregliasco parla di coronavirus da monitorare

Determinanti saranno i dati relativi ai nuovi contagiati che faranno da stella cometa nell’individuazione delle scelte più opportune da fare in base alle contingenze. Pregliasco ha messo ben in chiaro che qualsiasi provvedimento potrà anche prevedere una retromarcia.  Un’eventuale rialzo dei contagi dopo le prime riaperture non esclude nuove chiusure.

“Tutto si giocherà sulla nostra capacita’ di bloccare tempestivamente l’insorgenza di piccoli focolai sul territorio. Quindi – ha evidenziato –  – la situazione andrà monitorata attentamente e dovremo essere pronti ad applicare misure restrittive mirate in caso di bisogno”.

Riapertura: le aziende dovranno essere pronte

C’è la consapevolezza generale che presto arriverà un periodo in cui non si potrà considerare il Paese fuori dal tunnel.  Il coronavirus resterà in mezzo alla vita quotidiana e  per contrastare la diffusione dell’epidemia, anche quando ci saranno le prime riaperture, occorrerà farsi trovare pronti.  Bisognerà rispettare il distanziamento sociale e, con buona probabilità, si arriverà a prevedere norme da rispettare sul luogo di lavoro e nei luoghi pubblici. Alle aziende si potrà chiedere di fornire ai propri operai precisi dispositivi di protezione personale. L’obiettivo è fare in modo che siano reperibili.