“Dovere civico servire mia terra”, Talarico scrive a leader sinistra 

“La chiamata che è pervenuta dal mio amore per la Calabria ha avviato in me un momento di riflessione notevole. I miei neuroni calabresi hanno dato il via ad uno sfogliar di ricordi. Un passaggio davanti ai miei occhi dei bisogni che la mia terra ha vissuto e vive mi ha fatto riflettere sulle cause prime del brigantaggio politico e del banditismo sociale di cui la mia terra risulta vittima nei secoli. In questa attualità, nessuna formula politica tradizionale può disegnare o far vedere futuro ai tanti giovani partiti in cerca di fortuna ed ai tanti che non vedono alternativa al ‘partire’, ai tanti bravi ed onesti imprenditori che non vedono un percorso di rinascita della nostra terra”. E’ questo l’incipit di una ‘lettera aperta alle forze progressiste’ scritta ieri sera e inviata a tutti i leader del centrosinistra dall’imprenditore delle cravatte Maurizio Talarico, candidato civico alla guida della presidenza della Regione Calabria, per spiegare le ragioni della sua discesa in campo. 

“Ho sfilato dalla valigia dei ricordi -si legge nella missiva in visione dell’Adnkronos – le radici, quasi ognuna di loro mi parlava dicendomi che è giusto che io senta il dovere morale e civile di mettermi al servizio della mia terra.” 

“Sono in campo perché la Calabria non la voglio regalare a forze che nel passato l’hanno calpestata e vilipesa, né la voglio consegnare a nuovi barbari, che hanno ritrovato pensieri e proclami per la nostra terra presentandosi sui nostri litorali con il miele in bocca e il fiele nel cuore. Un luogo comune che si è abbastanza radicato nella storiografia ufficiale vuole la Calabria produttrice più di briganti che di seta”, scrive l’imprenditore. “Io, insieme a tanti altri conterranei, nel mondo -si legge nella missiva in possesso dell’Adnkronos- riusciamo a dimostrare il contrario, con la nostra testimonianza reale, non fatta di proclami ma di storie personali, imprenditoriali ed umane”.