Dritto e Rovescio, 29 parlamentari chiedono porti aperti. Boldrini a Salvini: ‘Che si rendesse utile, che si occupasse dia altro’

Da quando è dilagata l’emergenza coronavirus l’Italia non si ritiene un porto sicuro. Lo ha messo per iscritto con un decreto e questo ha fatto si che ventinove, tra parlamentari ed europarlamentari del Pd e del M5S, abbiano scritto a Conte affinché riveda questa posizione.  Matteo Salvini, sul suo profilo Facebook, li ha ‘esposti’ elencando nomi e facce di quanti, in una fase così emergenziale, manifestano preoccupazione per le sorti dei migranti che dalle acque de Mediterraneo non trovano un approdo per salvare le loro vite.

Coronavirus: emergenza doppia

L’arrivo di migranti sul suolo italiano è uno scenario che porterebbe una doppia problematica all’Italia. Da un lato c’è un grande schieramento di uomini e mezzi chiamato a fronteggiare l’emergenza nazionale. Dall’altro esisterebbe la necessità di trovare soluzioni per quanti arrivano e che hanno necessità di andare in quarantena. Soluzione resa molto complicata dall’impossibilità a garantire il distanziamento sociale nei centri di accoglienza, dove non si potrebbero mischiare quanti arrivano in sbarchi diversi.

Boldrini replica a Salvini

Il leader della Lega, sulla sua pagina Facebook, ha pubblicato i volti di quanti, invece, hanno inteso scrivere a Conte per chiedere la riapertura dei porti. Laura Boldrini, intrvistata a Dritto e Rovescio, ha specificato cosa si sente di dire al senatore: “Che si occupasse di altro, che si rendesse utile. Il Paese ha bisogno di soluzioni, che non creasse inutili problemi. Che non esponesse persone e colleghi alla gogna mediatica. Non c’è bisogno di questo, basta”.