Droga, Salvini: «Fa male. Piuttosto legalizziamo la prostituzione»

Polemiche tra Lega e 5 Stelle sulla lotta alla droga e la chiusura dei Cannabis shop. Il vicepremier trova l'appoggio di Fratelli d'Italia, ma viene contestato dagli altri partiti d'opposizione

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Archiviato il caso Siri, il nuovo argomento di scontro nel governo è sulla lotta alla droga: chiudere i negozi che vendono la cosiddetta cannabis light, come vorrebbe il vicepremier Matteo Salvini, o liberalizzare le droghe leggere come propone un ddl presentato dal senatore Matteo Mantero del M5S? Salvini ha affermato di essere pronto anche a far cadere il governo su questa questione e, durante un comizio a Montegranaro, ha affermato di preferire alla liberalizzazione della droga, quella della prostituzione: «La droga fa male, se bisogna legalizzare o liberalizzare qualcosa, parliamo invece della prostituzione, visto che far l’amore fa bene sempre e farlo in maniera protetta e controllata medicalmente e sanitariamente».

Pro e contro Salvini
A ribattere al ministro dell’Interno è stato il leader dei 5 Stelle, Luigi Di Maio ospite alla trasmissione “Dritto e rovescio” su Retequattro: «Mi auguro che questo tema non sia il solito “tema di distrazione di massa” che – Salvini – vuole usare per coprire il caso Siri. Perché far cadere il governo sulla lotta alla droga mi sembra un pretesto». Di Maio conferma la proposta di legge presentata da un senatore pentastellato, ma assicura che «non ci sono i numeri in Parlamento per approvarla, non sono nel contratto di governo questi temi. Andiamo avanti sulle cose che servono».
Chi, invece, difende le idee del ministro dell’Interno è la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni: «Sui negozi della cannabis mi batto da anni, al tempo per impedirne l’apertura, come mi sono battuta ora contro la festa della canapa a Milano. Lì è stato requisito più di un chilo di droga», ha spiegato in un’intervista a “Radio Anch’Io”. E ha sottolineato che il suo partito è quello «che più di tutti si è occupato di lotta alla droga. A Milano si pubblicizzava l’evento con la foto di un bambino di 13 anni che teneva la bustina di marijuana. Per me non esistono differenze tra droghe leggere e droghe pesanti».

Le proteste dell’opposizione
La strada intrapresa da Salvini, seppur condivisa da Fratelli d’Italia, non trova radici tra gli altri alleati del centrodestra. Silvio Berlusconi, durante la trasmissione “Porta a Porta” ricorda come esista «una legge che ha autorizzato la droga leggera: questa legge va cambiata ma i negozianti semmai vanno rimborsati. Per sintetizzare: sono contro la vendita ma non si può dire di botto “chiudiamo i negozi”, che sono stati aperti per legge».
Inoltre, le dichiarazioni del vicepremier Salvini sulla legalizzazione della prostituzione, contro quella della droga, hanno ricevuto numerose proteste come quella della capogruppo dei deputati di Forza Italia alla Camera, Mariastella Gelmini che commenta su Twitter: «Forza Italia è contraria alla legalizzazione della droga, ma anche della prostituzione. La salute e il rispetto della donna vengono prima di ogni cosa. Il giochino del “chi la spara più grossa” ha stancato. Su temi così delicati zero propaganda».
Secondo il segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti, le affermazioni di Salvini sono state fatte per nascondere i fallimenti del governo: «Io penso che il ministro debba concentrarsi sullo spaccio, sulle mafie, sui grandi trafficanti più che sullo shop… Non credo che questa sia la priorità e penso che sia stata inventata per nascondere i fallimenti di questo governo. Peraltro – sottolinea Zingaretti – sembra che questa rete abbia semmai sottratto al traffico illegale diverse risorse. Quindi combattiamo le mafie prima di tutto che sono le vere responsabili dello spaccio nelle strade delle nostre città».
Infine, Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, ricorda che le aperture dei negozi di cannabis light furono permesse anche grazie alla Lega: «Colui che dovrebbe stare al Viminale a fare il ministro oggi si inventa una “nuova crociata”: obiettivo quei Canapa Shop la cui apertura in Italia è stata permessa anche grazie al voto della Lega. Salvini – aggiunge Fratoianni – pur di far ammuina elettorale su tutto si confonde, fa i selfie con gli spacciatori, confonde la lotta sacrosanta ai mercanti di morte e alle mafie con innocue coltivazioni e vendita di sostanze che non sono droga. L’importante che non si parli più di corruzione, di tangenti, dei fallimenti del governo e dei rapporti tra Lega e i fascisti di Casapound».