Due farmaci combattono l’Ebola 

Il virus Ebola potrebbe diventare una malattia “prevenibile e curabile”. Lo ha annunciato l’Us National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid) dopo che la sperimentazione su nuovi farmaci ha mostrato tassi di sopravvivenza nel 90% dei casi. In Repubblica democratica del Congo, la più colpita dagli ultimi focolai di Ebola, sono state testate quattro terapie. I trattamenti – riporta la ‘Bbc’ citando fonti sanitarie locali – saranno ora usati per trattare tutti i pazienti colpiti. Il Niad, che ha collaborato alla sperimentazione, ha affermato che “i risultati sono una ottima notizia”.

I farmaci, denominati Regn-Eb3 e mAb114, agiscono attaccando il virus Ebola e neutralizzando il suo impatto sulle cellule umane. Sono i “primi farmaci che, in uno studio scientificamente valido, hanno mostrato chiaramente una significativa riduzione della mortalità per i pazienti contagiati dal virus”, ha affermato Anthony Fauci, direttore del Niaid.

“Una buona notizia perché sono i primi risultati positivi delle terapie anti-Ebola ma prima di gridare vittoria occorre vedere la risposta sul campo. Per ora è una sperimentazione”. A parlare, con cauto ottimismo, all’Adnkronos Salute è Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive (Inmi) ‘L. Spallanzani’ di Roma. “Una cosa è dire che in un trial i farmaci hanno funzionato e altra cosa è far passare il messaggio che siamo di fronte alla cura definitiva contro l’Ebola – aggiunge – Dei 4 farmaci sperimentati solo due hanno dati risultati incoraggianti. In passato abbiamo visto altri annunci del genere che sono poi naufragati. L’epidemia di Ebola è purtroppo una questione politica, sono state vaccinate ad oggi 180 mila persone ma il virus continua, anche se meno, a colpite. Il problema sono le divisioni politiche – ricorda – e le guerre che stanno lacerando molti territori. La popolazione si muove, molti villaggi sono isolati e diventa difficile intercettare e potenziare i controlli sanitari”. “La notizia che arriva dagli Usa ci incoraggia ma la strada è lunga – conclude il direttore scientifico dell’Inmi – E’ interessante dal punto di vista scientifico, sono farmaci attivi contro il virus Ebola. Ora aspettiamo il loro arrivo sul campo”.

(Fonte: Adnkronos Salute)

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