E-commerce, numeri triplicati. Ma il commercio al dettaglio è in crisi

Un ritratto della situazione l’ha fatto emergere il rapporto di InfoCamere e Unioncamere, basato sul Registro delle imprese delle Camere di commercio

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Non è stato primo e non forse non sarà l’ultimo. Purtroppo. La strage silenziosa aumenta i numeri. Emanuele Vezù, 57enne imprenditore che operava nel padovano, si è tolto la vita perché la sua attività – l’Italservice – rischiava il fallimento. I conti erano in rosso e le prospettive lontane da quelle di un tempo. Per il fratello, Emanuele si è tolto la vita «perché l’avvento di internet ha cambiato il mercato». La moglie, inoltre, ha aggiunto che il marito «ha vissuto l’eventuale messa in liquidazione della Italservice come un fallimento personale». Storie italiane. Tristi storie made in Italy. Che sono quasi all’ordine del giorno, che colpiscono piccoli e medi impreditori, così come i negozianti. Soprattutto al quadrante Nord della Penisola.         

Sistema in rosso
Il sistema, in generale, è in contrazione: l’e-commerce si può definire un cerotto. Un ritratto della situazione l’ha fatto emergere il rapporto di InfoCamere e Unioncamere, basato sul Registro delle imprese delle Camere di commercio. Un rapporto che conferma che il boom delle imprese di vendita via internet non sia bastato per contenere l’emorragia di chiusure dell’intero settore del commercio al dettaglio, diminuito di oltre 16 mila unità nell’ultimo decennio: «Le imprese del commercio operanti nella vendita al dettaglio su internet hanno superato la boa delle 20 mila unità, triplicando il numero di quelle esistenti alla fine del 2009. Tra il 2009 e il 2018 le imprese della vendita al dettaglio attraverso internet sono infatti aumentate di 8.994 unità, pari ad una crescita media del 24 per cento all’anno; nello stesso periodo, l’insieme del settore del commercio al dettaglio ha “perso” circa 16.400 imprese, pari ad una riduzione del 2 per cento nel decennio (passando da 866 mila a 850 mila unità)», si legge nel rapporto.   

Il Sud ci crede 
Il Sud Italia, in particolare, ha abbracciato le opportunità che il web sta offrendo, il mondo dell’e-commerce: «Se in termini assoluti le regioni a più alta crescita sono state Lombardia, Campania e Lazio (rispettivamente +2.634, +2.018 e +1.555 unità) – dicono i numeri di InfoCamere e Unioncamere – in termini relativi quelle che sono cresciute a ritmo più sostenuto sono state Campania, Abruzzo e Calabria (tutte oltre la media del 35 per cento all’anno), seguite da Puglia, Basilicata e Sicilia con aumenti medi superiori al 25 per cento in ciascuno dei dieci anni considerati».