E-fattura, Assosoftware attacca Commercialisti e Consulenti del lavoro

L'associazione delle società di software segnala all'Antitrust due iniziative che, a suo dire, violerebbero la concorrenza

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Nuovi intoppi sul percorso che dovrebbe portare a regime l’obbligo della fattura elettronica, dopo che l’Autorità garante della privacy ha sollevato dubbi sul trattamento dei dati.
Infatti, la società Assosoftware, associazione di categoria delle società che producono e commercializzano software gestionale per aziende e professionisti, ha segnalato nei giorni scorsi, all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm), un’iniziativa del Consiglio nazionale dottori commercialisti e degli esperti contabili (Cndcec) e dell’Ente nazionale di previdenza e assistenza per i consulenti del lavoro. Le due associazioni, a detta di Assosoftware intenderebbero «fornire direttamente, e a spese dei propri amministrati e assistiti, software gestionale a prezzi “calmierati” o addirittura gratis – violando, secondo l’associazione – le regole della concorrenza».

L’oggetto del contendere
La piattaforma dei commercialisti “Hub B2B” prevede che ogni fattura costerà agli iscritti 0,005 euro. In seguito alla chiusura della gara per l’affidamento della piattaforma, Assosofware aveva presentato le sue perplessità durante una trasmissione di Radio24, provocando l’ira del Cndcec che aveva prontamente risposto. L’associazione dei commercialisti, in un comunicato, spiega come a suo dire nel corso della trasmissione «sono state esposte, senza contraddittorio alcuno, tesi infamanti per l’istituzione e la categoria che rappresentiamo, in merito a “gare opache” sui servizi di fatturazione elettronica».
Il progetto, come era stato spiegato in un comunicato dal presidente del Cndcec, Massimo Miani, «è nato dalla volontà del Consiglio Nazionale di aiutare gli studi dei commercialisti e degli esperti contabili italiani, soprattutto quelli di minore dimensione, già messi a dura prova negli ultimi anni dal notevole aumento dei costi legati al proliferare di nuovi adempimenti fiscali e fortemente condizionati nelle scelte di mercato dai comportamenti dei più rilevanti operatori informatici».
Assosoftware ha successivamente risposto in un comunicato di non ritenere illegittimo lo svolgimento della gara di affidamento della piattaforma, ma «che la decisione di offrire tale servizio sia in sé illegittima e violi le norme della concorrenza». Proprio per questo motivo, spiega di aver «tempestivamente espresso le proprie perplessità al Cndcec, indicando il modo legittimo per aiutare i Commercialisti nell’affrontare l’inizio dell’obbligatorietà della fatturazione elettronica e rispettoso del mercato», ma che il Consiglio Nazionale ha deciso di non accogliere la loro opinione.

I dubbi sul servizio dei Consulenti del lavoro
Inoltre, nel suo comunicato, l’associazione delle società di software, ricorda di aver segnalato anche «l’iniziativa dell’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Consulenti del Lavoro, in collaborazione con il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, per la fornitura di un’applicazione di gestione paghe, attraverso una fondazione interamente controllata e finanziata dall’Ente di previdenza di categoria». In questo modo, spiega Assosoftware, i costi risulteranno senz’altro bassi, ma questo sarà possibile «in quanto vengono impropriamente utilizzati fondi pubblici che potrebbero essere veicolati diversamente e in maniera più rispettosa per chi in questi anni ha affrontato rilevanti investimenti per offrire software e servizi affidabili e tempestivamente aggiornati alle mutevoli condizioni del complesso apparato normativo italiano».

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