Editoria, Lotti contro Crimi: «Si prende i meriti del Pd e cancella il bonus»

L'ex ministro e sottosegretario: «Spesi i 62,5 milioni da noi stanziati, il governo del falso cambiamento non ha rifinanziato questa misura»

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Fonte: profilo Facebook Luca Lotti

Luca Lotti contro Vito Crimi. Pd contro M5S. L’ex sottosegretario e ministro (governi Renzi e Gentiloni) ha messo l’accento sulla crisi del mondo dell’editoria e sulla sempre più probabile chiusura di Radio Radicale. «Al di là della grave, gravissima decisione di non rinnovare la convenzione a Radio Radicale che mette a rischio una voce libera del nostro sistema democratico ricordo al sottosegretario di avergli rivolto alcune settimane fa un quesito molto semplice, senza però avere risposta», scrive Luca Lotti sul suo profilo Facebook riferendosi a Crimi. «Lo ripropongo quindi in modo sintetico: confermerà (come abbiamo fatto noi negli ultimi 5 anni) o taglierà anche il fondo di circa 50 milioni di euro destinato al servizio fornito dalle agenzie di stampa?», chiede l’ex ministro e sottosegretario nei governi del Pd.

Sul bonus pubblicità
«Ho letto, qui su Facebook, un post del sottosegretario Vito Crimi con questo titolo: ‘Erogato il “Bonus pubblicità”: 62,5 milioni di euro in 2 anni per le aziende che investono in pubblicità’. Lo stesso Crimi la definisce una buona norma a sostegno del pluralismo dell’informazione e ricorda che si tratta di un Dpcm del 16 maggio 2018, quindi approvato dal precedente governo. Bene! Visto che quel provvedimento l’abbiamo voluto, ideato, scritto e poi portato in approvazione noi, oggi credo di poter fare alcune riflessioni», scrive su Facebook Luca Lotti.

Idea del Pd
«Intanto fa piacere che il sottosegretario all’Editoria finalmente ammetta l’utilità di una misura voluta dai nostri governi. Era stata infatti introdotta, per la prima volta in Italia, dal governo Renzi con il decreto-legge 24 aprile 2017 (n.50) e prevedeva un importante credito di imposta a favore delle aziende che intendessero investire in pubblicità su quotidiani e tv -spiega il deputato del Pd-. Poi con il governo Gentiloni, attraverso il decreto-legge 16 ottobre 2017 (n.148), abbiamo stanziato i 62,5 milioni per gli investimenti 2018 che oggi rivendica Crimi. Certo, quando poco più di un anno fa discutemmo in Parlamento del ‘Bonus pubblicità’ né Crimi né il suo partito usarono le stesse parole di approvazione lette in queste ore. Ma non è un problema, alla fine cambiare idea è segno di intelligenza».

Bonus cancellato
Nel post, Lotti tra l’altro sottolinea: «Quello che però stupisce e preoccupa di più – visto l’attenzione data dal sottosegretario Crimi alla misura – è che dopo questo ‘grande’ lavoro lo stesso Crimi si sia dimenticato di prevedere in Legge di bilancio 2019 di finanziare questa importante misura. Infatti, giusto saperlo, spesi i 62,5 milioni da noi stanziati, il governo del falso cambiamento non ha rifinanziato questa misura e così il 2019 vedrà cancellato il bonus. Ecco caro sottosegretario, le imprese del settore vorrebbero avere su questo una risposta da lei. In attesa, oltre ai post sui social, le preannuncio che è mia intenzione presentare un emendamento proprio per dare certezza a queste aziende sul loro futuro».