Educazione civica, scontro Salvini-Malpezzi (Pd) sulla reintroduzione

Il vicepremier plaude al ritorno della materia nelle scuole, mentre la vicepresidente dei senatori dem incalza: «Deve smetterla di raccontare bugie agli italiani»

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Anche l’educazione civica diventa terreno di scontro tra maggioranza e opposizione. «Tanto felice perché oggi il Parlamento approva l’educazione civica obbligatoria nelle scuole. Promessa mantenuta!». In un breve video postato dall’aereo che lo ha portato a Budapest, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, commenta così il voto, previsto oggi alla Camera, sul ddl che reintroduce l’educazione civica come materia autonoma.

La replica del Pd
Un commento che, però, ha scatenato immediatamente la reazione della senatrice del Pd, Simona Malpezzi, vicepresidente dei senatori dem e componente della commissione Istruzione. «Salvini deve smetterla di raccontare bugie agli italiani, perché la proposta sull’introduzione dell’insegnamento di educazione civica, di cui si vanta, è cosa assai diversa da ciò che aveva promesso. Il leader della Lega, infatti, si era impegnato, dichiarando che da settembre ci sarebbe stata la materia ad hoc (più di 30 ore obbligatorie), con docenti appositamente formati. Ma non sarà così. Non ci sarà nessuna ora in più e neppure un euro aggiuntivo stanziato».

«La verità è che l’educazione civica, nonostante le promesse – spiega Malpezzi – rischia di essere una materia-non materia, tanto è vero che nel testo, frutto di lunghe mediazioni, è prevista una riserva per cui, in un futuro difficile da determinare, si potrà aggiungere l’ora di insegnamento ad hoc. Questo significa, molto semplicemente, che si ribadisce ciò che già esiste dal 2008 e che noi abbiamo migliorato».

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