Energia e futuro, gli italiani votano a senso unico per il solare 

Al secondo posto delle preferenze c’è quella eolica, mentre si attestano solo intorno al 4 per cento i sostenitori del nucleare e al 5 per cento quelli dei combustibili fossili

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Un pensiero a senso unico. Total green, verrebbe da dire. Perché a nove italiani su dieci (89 per cento) piace il solare. Di più. Il 91 per cento ritiene che, rispetto all’energia tradizionale, sia maggiormente compatibile con l’ambiente e anche sicuro (93 per cento). Insomma, tutti uniti verso questa energia rinnovabile quando si pensa al futuro, su cosa puntare pensando ai nostri figli ma anche ai figli dei nostri figli. Al secondo posto delle preferenze c’è l’energia eolica, mentre si attestano solo intorno al 4 per cento i sostenitori del nucleare e al 5 per cento quelli dei combustibili fossili. Lo rileva il XVI rapporto “Gli italiani, il solare e la green economy”, realizzato da Osservatorio sul solare della Fondazione UniVerde e IPR Marketing, in partnership con Cobat, i cui dati sono stati divulgati al convegno “Economia circolare ed uso efficiente delle risorse: verso la transizione energetica e la riconversione ecologica”, organizzato presso il Palazzo dell’Informazione, sede dell’agenzia di stampa Adnkronos, in collaborazione con Link Campus University e in media partnership con TeleAmbiente.  

Sostenitori in crescita
Dal rapporto, inoltre, emerge che ben il 91 per cento ritiene che l’utilizzo del solare andrebbe sostenuto più di prima, ripristinando anche gli incentivi che già erano in vigore.  La maggioranza degli intervistati si dimostra infine pronta ad installare pannelli fotovoltaici se si facilitasse l’autoconsumo e si eliminassero burocrazia e ostacoli. Dalla prima rilevazione del novembre 2009, in nove anni si è ridotto del 23 per cento il campione che riteneva tecnicamente complesso il passaggio al solare.

Parla Alfonso Pecoraro Scanio
«Il 58 per cento degli italiani è d’accordo per un’Italia 100 per cento rinnovabile entro il 2050 anche se lo ritiene un percorso difficile», spiega il presidente della Fondazione UniVerde. «Se si fossero meglio gestite le risorse dell’incentivo agli impianti fotovoltaici, come avevo previsto nel Secondo Conto Energia del 2007 che firmai da ministro dell’Ambiente, avremmo evitato molte speculazioni e, con gli stessi soldi, oggi avremmo avuto maggiore potenza installata, meno impianti a terra, molti più tetti solari e meno coperture in amianto. Stop a trivelle e fossili, investire su rinnovabili e creare nuove opportunità di occupazione per i giovani, questo è il futuro verso cui puntare anche sostenendo sempre più la produzione diffusa dell’energia, i prosumers e lo storage».

Il sottosegretario all’Ambiente
Così Salvatore Micillo del M5S: «Dobbiamo ripartire dall’ambiente. L’economia circolare è uno dei punti fermi del nostro programma di governo e i dati del rapporto di UniVerde ci confermano che in Italia l’economia verde non è un trend o uno slogan ma è una realtà, che ci vede fra i primi in Europa, per innovazione, per performance, per soluzioni. Il nostro è un Paese naturalmente predisposto e lo vediamo dalla rapidità con cui stanno crescendo i settori delle rinnovabili, della ristrutturazione energetica, dell’agricoltura biologica, del riciclo, della sharing mobility».

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