Esodati commercio, risolvere il problema sarà compito del nuovo governo

Il presidente del patronato Inapi, Domenico Cosentino, in una nota, ricorda al nuovo esecutivo i principali temi in materia previdenziale di cui dovrà occuparsi nella prossima legge di bilancio

esodati commercio

Tra i compiti che il nuovo governo si troverà a dover affrontare ci sarà anche la risoluzione della problematica riguardante i cosiddetti esodati del commercio. Ne fanno parte i commercianti che hanno chiuso la propria attività nel biennio 2017/2018 (riconsegnando la propria licenza), ma che si sono ritrovati esclusi dall’indennizzo commercianti per chiusura attività. Il provvedimento era stato introdotto nel 1996 e via via prorogato fino al 2016. Poi, nell’ultima manovra di bilancio era stato reso strutturale a partire dal 1° gennaio 2019, escludendo così l’ultimo biennio.  La circolare Inps n.77/2019, infatti, prevede che a poter fare richiesta per accedere al provvedimento siano soltanto «coloro che cessano l’attività a decorrere dal 1° gennaio 2019, data di entrata in vigore della legge di bilancio».

Una soluzione bloccata sul nascere
Dopo i numerosi appelli da parte degli esercenti (molti dei quali si sono radunati in un gruppo su Facebook che, ad oggi, conta quasi 300 membri) alle forze politiche, affinché si trovasse una soluzione a questa problematica, sono state presentate diverse interrogazioni parlamentari su iniziativa di più partiti politici. La situazione sembrava avviata verso una positiva soluzione dopo che l’on. Claudio Durigon (Lega), sottosegretario al ministero del Lavoro, aveva comunicato tramite una nota di stare «lavorando col Ministero e l’Inps sulla possibilità di rivedere la circolare riconoscendo il beneficio dell’indennizzo anche a chi ha cessato l’attività negli anni 2017 e 2018». Tuttavia, la recente crisi di governo, ha messo in allarme quanto credevano che il peggio ormai fosse passato.

La risoluzione sarà compito del nuovo governo
Ora toccherà al nuovo esecutivo occuparsi della questione come sottolinea in un comunicato il presidente del patronato Inapi, Domenico Cosentino, che da tempo è al fianco dei commercianti nella loro protesta: «Tra le priorità da affrontare – si legge nella nota – il Governo si trova dinanzi la questione dei commercianti che hanno chiuso nel 2017-2018 la loro attività, tutti questi lavoratori nel corso della loro vita lavorativa hanno versato nell’apposito fondo parte dei loro contributi per tutelarsi da un’eventuale imprevista cessazione dell’attività, ragione per cui, giacché dal 2019 la misura è divenuta strutturale, nessuno, nemmeno quelli che hanno chiuso nel biennio precedente, deve essere escluso. È evidente che la circolare ha fornito un’interpretazione restrittiva della legge e che tale stortura debba essere sanata. Non è purtroppo la prima volta che l’Inps cade in errore, ricordiamo nel 2015 la questione, poi sanata attraverso class action, relativa alla misura opzione donna».

Esodati e quota 41
Inoltre, nel comunicato, il presidente Cosentino ricorda tutta una serie di questioni che il nuovo esecutivo dovrebbe prendere in considerazione nella prossima legge di bilancio. A cominciare dal tema delle pensioni: «La quota 41 per tutti ad esempio – spiega Cosentino – a nostro avviso dovrebbe essere concessa a chi, pur under 60, ha già alle spalle 41 anni di versamenti contributivi. La pensione dovrebbe tenere in conto non tanto l’età, quanto gli anni di contributi oggettivamente versati all’Inps. Poi, ricorda l’importanza, della proroga di “Opzione donna”. Infine, «non possono poi essere nuovamente dimenticati i 6.000 esodati che da anni attendono che si corregga la stortura nata con la riforma Fornero e si risolva il loro dramma previdenziale, si tratta di persone, allo stremo delle forze, senza pensione né reddito, se si deve parlare di giustizia ed equità, da qui si deve necessariamente partire».

 

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