Esodati del commercio, Federcontribuenti: «Pronti ad azioni legali»

Come spiega a Momento Italia la vicepresidente Lemma, se non dovesse passare l'emendamento al decreto crisi, i commercianti, per vedersi assegnato l'indennizzo, potrebbero ricorrere in tribunale

esodati del commercio

Non c’è pace per gli esodati del commercio. L’emendamento al decreto crisi (Ddl n. 1476), presentato da un gruppo di senatori del MoVimento 5 Stelle, è stato rigettato a causa della mancanza della relazione tecnica e per coperture inidonee. Una notizia che ha gettato nuovamente nello sconforto quanti speravano di vedere finalmente risolto il loro problema. Vengono chiamati esodati del commercio gli esercenti che hanno chiuso la propria attività nel biennio 2017/2018 e, nonostante abbiano riconsegnato la loro licenza, non hanno potuto accedere all’indennizzo commercianti per cessata attività. La misura, introdotta nel 1996 era stata prorogata fino al 2016, per poi essere resa strutturale con la legge di bilancio 145/2018 a partire da gennaio 2019, di fatto escludendo il precedente biennio.
La discussione sul decreto è prevista per la prossima settimana, martedì 22 ottobre, ed entro quella data è necessario produrre la documentazione necessaria a evitare che la proposta venga definitivamente rigettata.

Il parere di Federcontribuenti
A supportare i commercianti anche le associazioni di categoria come Federcontribuenti, che ha seguito la vicenda sin dal principio. Infatti, come spiega a Momento Italia la vicepresidente dell’associazione, Roberta Lemma, «se non si riuscirà a inserire la relazione tecnica nell’emendamento che hanno proposto entro il 22, l’unica cosa da fare, altrimenti poi si rischia la prescrizione (delle domande fatte per accedere all’indennizzo, ndr), è di andare in un’aula di tribunale». In ogni caso, i tempi per integrare la documentazione all’emendamento sono sufficienti: «Se non lo fanno è un’inadempienza grave da parte loro, quindi aspetterei il 22 per capire». E aggiunge come, a suo parere, non è possibile attendere sviluppi con la prossima manovra: «Non ci crediamo – spiega – Non c’è copertura. Non hanno detto di no a questi commercianti per qualche motivo in particolare. Hanno detto di no perché non c’è copertura. Quindi deve essere un’aula di tribunale a specificare dove sono stati messi i fondi che questi commercianti hanno pagato». La Lemma, però, sottolinea come sia necessario riflettere attentamente prima di intraprendere un’azione legale di questo tipo: «La questione – ci spiega – non è neanche tanto complicata dal punto di vista giuridico. Il problema di quando si intraprendono questi percorsi sono i costi e la lungaggine. Quindi se si può evitare, dato che i commercianti hanno diritto a questo indennizzo, noi preferiamo sempre evitare l’azione legale soprattutto quando riguarda questi temi. Molte di queste persone sono ancora lontane dalla pensione e sarebbe difficile chiedere, oltre alle difficoltà della loro vita quotidiana, di farsi carico dei costi di un processo».