Esodati del commercio, FI: «Evitare un’assurda discriminazione»

L'on. Maria Spena ha presentato alla Camera un'interrogazione parlamentare. L'iniziativa va ad aggiungersi a quelle del Partito democratico e del MoVimento 5 Stelle

esodati del commercio

Nuove adesioni parlamentari a supporto degli esodati del commercio. Come anticipato a Momento Italia, dalla senatrice di Forza Italia, Fiammetta Modena, il partito ha presentato alla Camera un’interrogazione parlamentare rivolta al ministero del Lavoro e delle politiche sociali, per chiedere spiegazioni sulla situazione in cui si ritrovano gli esercenti che hanno chiuso un’attività nel biennio 2017/2018. Questi, infatti, non rientrano nell’indennizzo commercianti per chiusura attività introdotto con dlgs nel 1996 (prorogato fino al 2016) e reso strutturale con l’ultima legge di bilancio. Una condizione denunciata anche da associazioni come Federcontribuenti e dal Patronato Inapi che si sono schierati al fianco dei commercianti, molti dei quali sono riuniti in un gruppo Facebook, “Esodati indennizzo commercianti”, con più di 200 membri. L’interrogazione presentata dall’on. Maria Spena, va ad aggiungersi a quelle del Partito democratico e del MoVimento 5 Stelle presentate dai deputati Debora Serracchiani e Giorgio Lovecchio.

Il contenuto dell’interrogazione
Nel testo si riepiloga il percorso storico dell’indennizzo dalla sua introduzione nel 1996, alle varie proroghe del provvedimento, fino alla sua reintroduzione a partire dal 1° gennaio 2019, concesso «a quanti alla data di presentazione della domanda, abbiano più di 62 anni (se uomini) o più di 57 anni (se donne), e siano stati iscritti, al momento della cessazione dell’attività, per almeno 5 anni, in qualità di titolari o coadiutori, nella gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali presso l’Inps». Inoltre, si ricorda come il riconoscimento dell’indennizzo sia subordinato «alla riconsegna dell’autorizzazione per l’esercizio dell’attività commerciale e dell’autorizzazione per l’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, nel caso in cui quest’ultima sia esercitata congiuntamente all’attività di commercio al minuto; alla cancellazione del soggetto titolare dell’attività dal registro degli esercenti il commercio e dal registro delle imprese presso la Camera di commercio».

La richiesta di Forza Italia
L’interrogazione passa quindi al punto cruciale della situazione: «la misura in questione ha sostanzialmente creato una nuova fattispecie di «esodati», quelli del commercio». Gli esercenti, infatti, si ritrovano in un vero e proprio limbo privati della possibilità di accedere al provvedimento, senza attività né indennità di disoccupazione e con le difficoltà per ricollocarsi nel mondo del lavoro.
Pertanto, conclude la Spena, la richiesta fatta al ministro è sapere «quali iniziative intenda assumere tempestivamente per tutelare quanti hanno cessato l’attività commerciale nel biennio 2017-2018, al fine di garantire il medesimo diritto a parità di condizioni ed evitare così una preoccupante e assurda discriminazione».

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