Esodati del commercio, LeU presenta un’interrogazione parlamentare

Il senatore Francesco Laforgia ha chiesto spiegazioni ai ministeri del Lavoro e dell'Economia sulla vicenda che riguarda l'indennizzo per gli ex commercianti

esodati del commercio

Anche Liberi e Uguali va ad aggiungersi agli altri gruppi parlamentari, come il Partito democratico, i 5 Stelle e Forza Italia, che hanno presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere delucidazioni sulla vicenda dei cosiddetti esodati del commercio. Questa categoria di lavoratori, da distinguersi dagli esodati venutisi a creare con l’introduzione della riforma Fornero, nasce in seguito alla mancata proroga dell’indennizzo commercianti per cessata attività per il biennio 2017/2018. La normativa, introdotta nel 1996, è stata prorogata fino al 2016, per poi essere resa strutturale con l’ultima manovra economica a partire dal 1° gennaio 2019, di fatto escludendo quanti abbiano chiuso la propria attività nel biennio precedente. A schierarsi dalla parte degli esercenti sin da subito sono state varie associazioni come Federcontribuenti e Confesercenti e il patronato Inapi. Inoltre, anche vari parlamentari contattati dagli appartenenti al gruppo Facebook “Esodati indennizzo commercianti” (che attualmente conta quasi 250 partecipanti), si stanno interessando alla problematica presentando una serie di interrogazioni sia alla Camera che al Senato.

L’interrogazione di LeU
In questo caso, l’interrogazione, diretta ai ministeri del Lavoro e dell’Economia, è stata presentata, a Palazzo Madama, dal senatore Francesco Laforgia. Nel testo, l’esponente di LeU, ricorda come «la cosiddetta “pensione commercianti” spetta, su richiesta, ai commercianti che chiudono l’attività prima dell’età pensionabile, accompagnandoli, quindi, alla pensione vera e propria». Dopo aver riepilogato i requisiti con cui si può accedere all’indennizzo, tra cui quello dell’età (57 anni per le donne e 62 per gli uomini) e la riconsegna della licenza, viene riassunta la storia legislativa del provvedimento arrivando al nodo del dibattito: «l’interpretazione della circolare Inps (la n. 77/2019) rispetto al testo di legge, perché prevede che possano utilizzare la misura “coloro che cessano l’attività a decorrere dal 1° gennaio 2019”; il testo della legge specifica che l’indennizzo è previsto “a decorrere dal primo gennaio 2019”, senza esplicitare eventuali retroattività».
Pertanto, conclude Laforgia nell’interrogazione, «si chiede di sapere come i Ministri in indirizzo intendano sanare il problema nei confronti di persone che, come altre, hanno chiuso la propria attività, ma che avendolo fatto nell’arco di tempo 2017 e 2018, non godono degli stessi diritti di coloro che hanno chiuso negli anni precedenti o successivi».

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