Esodati del commercio, ministero e Inps al lavoro per risolvere il problema

Il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, annuncia: «Lavoriamo sulla possibilità di rivedere la circolare riconoscendo il beneficio dell’indennizzo anche a chi ha cessato l’attività negli anni 2017 e 2018»

Quota 100

Lo aveva anticipato l’onorevole Elena Murelli (Lega), ora il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, lo conferma in una nota ufficiale: la soluzione per i cosiddetti “esodati del commercio” verrà, probabilmente, da una circolare Inps che ricomprenderà anche chi in prima battuta era stato escluso.

La storia
La vicenda riguarda coloro che, dopo aver chiuso la propria attività nel biennio 2017/2018, pur avendone i requisiti, non possono accedere all’indennizzo commercianti introdotto nel 1996 con il d.lgs. 207 e via via prorogato fino al 2016. Pur se la misura, infatti, è stata resa strutturale con l’ultima legge di bilancio, la circolare Inps n.77/2019, prevede che a poter fare richiesta per accedere al provvedimento siano soltanto «coloro che cessano l’attività a decorrere dal 1° gennaio 2019, data di entrata in vigore della legge di bilancio». Insomma di fatto diverse persone ne sono rimaste escluse. Finalmente, però, dopo settimane di sollecitazioni e articoli di giornale, all’orizzonte si intravede l’arcobaleno.

La nota di Durigon
«Con la legge di Bilancio 2019 abbiamo reso strutturale un’importante misura di autofinanziamento per i commercianti, stabilizzando l’obbligo di versamento della misura aggiuntiva pari allo 0,09 per cento all’apposito Fondo istituito nell’ambito della Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali», scrive l’onorevole Durigon in un comunicato chiarendo che la circolare Inps n.77/2019 «non ha fatto altro che applicare lo stesso criterio seguito in passato e cioè disporre l’accesso al beneficio solo per l’avvenire».

«L’ultima proroga dell’indennizzo introdotto in via temporale nel nostro ordinamento nel 1996 – prosegue Durigon – è terminata il 31 dicembre 2016, per questo ora stiamo lavorando col Ministero e l’Inps sulla possibilità di rivedere la circolare riconoscendo il beneficio dell’indennizzo anche a chi ha cessato l’attività negli anni 2017 e 2018 anche perché prendiamo atto del disallineamento temporale, nel passato, tra la misura dell’indennizzo terminato nel 2016 ed il pagamento della maggiorazione contributiva protratto al 31 dicembre 2018».

A settembre l’agognata soluzione?

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

quattordici − 8 =