Esodati del commercio, Murelli: «Illusi dalla maggioranza»

La deputata della Lega critica la strada intrapresa per risolvere il problema dei commercianti, ricordando la soluzione proposta dal suo partito. Questa, però, venne definita difficilmente attuabile dalle associazioni che seguivano la vicenda

esodati del commercio
La deputata Elena Murelli (Lega)

Dopo l’approvazione definitiva del Dl Imprese, contenente un emendamento che ricomprende nell’indennizzo commercianti per chiusura attività anche gli appartenenti al biennio 2017/2018, la deputata Elena Murelli (Lega), critica la strada intrapresa dal governo. La Murelli, che in passato si era prodigata al fine di risolvere la situazione dei cosiddetti esodati del commercio, spiega le sue motivazioni in una nota in cui ripercorre alcune tappe della vicenda: «I lavoratori esodati del commercio pretendono risposte celeri per vedere riconosciuto il proprio sacrosanto diritto di andare in pensione. La maggioranza giallofucsia continua a illudere questi lavoratori, senza risolvere il problema. Eppure la soluzione era stata tracciata, grazie alla Lega, dal precedente governo: proprio per indennizzare i commercianti, costretti a chiudere le proprie attività per crisi tra il 2017 e il 2018, abbiamo riattivato, con un nostro emendamento, il Fondo strutturale, che il Pd nel 2016 aveva cancellato. Il problema è sorto da una circolare Inps a maggio di quest’anno, che ha vietato la richiesta di indennizzo a quegli esercenti costretti a chiudere la propria attività nel biennio 2017-2018 e che ancora non avevano raggiunto i contributi necessari alla pensione. Questi lavoratori si trovavano privi dell’indennizzo che spetterebbe loro, bloccati in un limbo senza le giuste tutele».

La critica al governo
Poi, la deputata ricorda le iniziative del suo partito alla ricerca di una soluzione alla problematica: «Grazie all’intervento della Lega, con mie specifiche interrogazioni e alla risposta del già sottosegretario Durigon, avevamo creato i presupposti per una soluzione di tipo strutturale, che andasse a correggere questa stortura, con una semplice e nuova circolare da parte dell’Inps. Il governo giallofucsia, anziché procedere in questa direzione, ha invece pensato bene di inserire un emendamento al Dl Imprese, che significa emanazione di decreti attuativi e quindi mesi di attesa». Secondo la Murelli, quindi, «il rischio è che questi impegni vengano disattesi e la questioni resti irrisolta: un’illusione pura e semplice sulla pelle di migliaia di commercianti che legittimamente pretendono il proprio indennizzo. Un pessimo segnale dalla maggioranza giallorossa Pd-Renzi-Cinque Stelle-Leu che si dimostra sprezzante delle esigenze dei cittadini e delle imprese, distante dal mondo reale e ben attaccata alle poltrone».

Soluzione difficilmente attuabile
Tuttavia, già lo scorso luglio la vicepresidente di Federcontribuenti, Roberta Lemma, giudicò in un’intervista rilasciata a Momento Italia, di difficile attuazione la strada ricordata dalla Murelli, spiegando che l’Inps non avrebbe potuto «rettificare la circolare di maggio perché non ha potere decisionale. L’Inps fa quello che la legge dice. Se non viene inserita la deroga, l’Inps non potrà cambiare semplicemente la circolare perché non ci sarà la legge a supporto della nuova circolare». Anche il presidente del patronato Inapi, Domenico Cosentino, si disse dubbioso: «Il problema  – spiegava in un’intervista al nostro giornale – è che l’Inps se non ha un’indicazione concreta da parte del ministero non emette una circolare per recuperare un gap di temporaneità escluso dal provvedimento. Quindi io insisto sull’intervento da parte del ministero». Questa strada, però, non fu mai intrapresa a causa della crisi di governo dello scorso agosto che portò alla caduta dell’esecutivo gialloverde.

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