Estate, ecco il galateo digitale che è bene rispettare in spiaggia

Consigli e accortezze per trascorrere serenamente le vacanze al mare nel rispetto dei propri vicini di ombrellone

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“Se proprio devi portare lo smartphone in spiaggia, usalo bene”. Il monito arriva da Ivano Zoppi, direttore generale di Fondazione Carolina, la onlus dedicata a Carolina Picchio, nata per la tutela dei minori in rete, che ha diffuso le buone regole per lo smartphone in spiaggia. «Il consiglio a tutti – dice – è quello di spegnere il telefono e godersi il sole, la famiglia e le chiacchiere con il vicino di ombrellone. Se proprio non si può fare a meno dello smartphone, però, suggeriamo alcuni buoni comportamenti per salvaguardare la tranquillità e la privacy altrui, naturalmente con un occhio particolare ai più piccoli».

Ecco le buone regole per lo smartphone in spiaggia:

– Il volume della suoneria non deve coprire il suono delle onde;

– Prima di fare il bagno metti la vibrazione, il vicino di ombrellone non è la tua segretaria. – Non guardare i tuoi figli o nipoti solo attraverso lo schermo, vivi più momenti con loro e preservane l’immagine;

– Se si scarica la batteria, non elemosinare un cavo usb, porta pazienza e vivi sereno. Che siano i colleghi in ufficio o gli amici rimasti in città, durante la videochiamata attento a chi riprendi, la privacy anzitutto;

– Sport, cinema o serie tv, se non puoi rinunciare allo streaming anche sotto l’ombrellone, ricorda almeno di mettere gli auricolari;

– Non lasciare il tuo smartphone nella disponibilità di un bambino, potrebbe fruire di contenuti non adatti. Usa il parental control;

– Anche in spiaggia, la pausa pranzo è più leggera senza rete;

– Tuo figlio arriva con paletta e secchiello durante la siesta? Il tablet non è una baby sitter, prima di goderti la pennichella inizia a giocare con lui e aspetta che arrivino i suoi amici;

– Excel , Powerpoint e word, se sei in vacanza, modalità out of office.

Qual è l’approccio dal punto di vista dei Millennial?
Se lo è chiesto il Trend Radar di Samsung che, attraverso uno studio condotto con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su 1.500 giovani compresi tra i 25 e i 35 anni, ha voluto indagare i comportamenti legati al telefonino nel corso dell’estate, alla scoperta di come la vita da spiaggia si combini sempre di più con la tecnologia.

Innanzitutto lo smartphone si conferma in assoluto il compagno di viaggio preferito dei Millennial in vacanza (88 per cento), l’oggetto da portare sempre con sé in spiaggia, seguito dal tablet (55 per cento) e dall’e-Reader (44 per cento). Lo portano con sé per restare informati su cosa succede nel mondo (85 per cento), per l’aiuto che può dare durante il viaggio – si pensi alle innumerevoli app – (71 per cento), per scattare foto e video (65 per cento) e per restare in contatto con i familiari (59 per cento). Più di tutti consultano i social network (85 per cento), lo usano per fare telefonate (77 per cento) e ascoltare la musica (58 per cento). Un Millennial su tre, si sa, lo utilizza moltissimo, da 5 a 6 ore al giorno. Il 25 per cento addirittura fino a 8 ore.

Vacanze silenziose
Sicuramente in vacanza lo smartphone viene usato in maniera diversa che a casa: il 49 per cento, infatti, dichiara di limitarne l’uso. Ma per quale motivo? In primis perché vogliono godersi le vacanze staccando dal resto del mondo (68 per cento), oppure perché hanno paura di rovinarlo al sole (61 per cento), o perché spesso all’estero la rete non funziona (55 per cento). Non manca un 51 per cento che cerca di non esagerare per non disturbare gli altri e un 47 per cento evita di portarlo con sé per paura di dimenticarlo in giro. Limitarne l’uso di fatto significa spegnerlo in spiaggia (41 per cento), in modo da non recare fastidio agli altri, lasciarlo a casa quando si è fuori (28 per cento), metterlo in modalità aerea (19 per cento), e infine togliere la connessione internet (12 per cento).

 

 

 

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