Eterologa, esperti chiedono rimborso per donatori  

Sono oltre 10.000 le coppie italiane che ogni anno si recano all’estero per effettuare un trattamento di fecondazione assistita, soprattutto eterologa, a causa della maggiore offerta e di una fitta rete di ‘drenaggio’ dei pazienti da parte dei centri di altri Paesi. E anche perché, in Italia, manca ancora un sistema di rimborso dei donatori di gameti. E’ quanto ricorda il tavolo tecnico di esperti in procreazione medicalmente assistita (Pma) istituito alla Conferenza Stato-Regioni e coordinato da Carlo Foresta, professore di Endocrinologia dell’Università di Padova, che si è riunito nei giorni scorsi per fare il punto della situazione. 

A quanto apprende l’Adnkronos Salute, i tecnici hanno sottolineato, nel corso della loro riunione, la presenza di dubbi scientifici sulla qualità dei gameti crioconservati quando sottoposti a lunghi viaggi se ‘importati’ dall’estero in Italia, uniti alla considerazione che è sicuramente più semplice ed efficace operare con ovociti freschi rispetto ai crioconservati. Inoltre, esistono spesso perplessità da parte delle coppie che ricevono gameti di nazionalità diversa dalla famiglia di origine.  

Il tavolo, dunque, intende sollecitare “la Commissione Salute” della Conferenza delle Regioni, “a voler dare indicazioni precise sulla quantificazione del rimborso” ai donatori di gameti italiani, “al fine di ridimensionare il tuttora quasi totale (95%) ricorso a Banche estere per l’acquisizione di gameti, considerando peculiare che in questi Paesi una diversa considerazione del rimborso rappresenta una valida incentivazione alla donazione”.  

Nel 2016 – hanno evidenziato gli esperti – in Italia sono stati effettuati 2.993 cicli di Pma eterologa, quando il fabbisogno corrisponde a circa 6/7.000 cicli l’anno. Sempre nel 2016 sono state acquisite dall’estero 2.727 paillettes contenenti ovociti (oltre 16.000 ovociti importati) e 714 contenenti spermatozoi prevalentemente da Spagna e Repubblica Ceca.  

La maggior parte dei trattamenti è rappresentata da Pma eterologa con utilizzo di ovociti a fresco, mentre in Italia nel 2016 sono state effettuate solo 143 donazioni a fresco di cui meno del 10% in strutture pubbliche. In più, un numero non quantificabile di embrioni viene ottenuto all’estero con seme inviato dall’Italia, dove permane la grande difficoltà nel reperire gameti rispetto alla grande offerta estera. 

Infatti, ricorda il tavolo tecnico, a oggi “non sono emerse delle linee condivise per quantificare il rimborso, a differenza di quanto avviene in altri Paesi europei ciascuno dei quali risulta importante fonte di gameti: in Portogallo il rimborso forfettario equivale a 627 euro, in Gran Bretagna 750 euro, in Spagna 900 euro, in Francia invece il rimborso è determinato dalla documentazione presentata dalla donatrice”. 

“I tecnici che partecipano al tavolo tecnico della Pma – commenta ancora Carlo Foresta – hanno considerato con molta attenzione la situazione delle donazioni dei gameti in Italia e hanno ritenuto opportuno informare i relativi riferimenti istituzionali di questa situazione precaria che crea disagio agli operatori e agli stessi pazienti. E il suggerimento che viene dai tecnici è quello di rendere omogeneo un metodo di riconoscimento del rimborso (assai diverso da quello di retribuzione), chiarendone al più presto modalità ed entità”. 

(Fonte: Adnkronos Salute)