Europa, antisemitismo in crescita: 4 ebrei su 10 pensano di emigrare

Lo dice un censimento dell’Agenzia Europea dei diritti fondamentali: sono state sentite oltre 16.300 persone in 12 Paesi

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L’antisemitismo è una piaga del mondo contemporaneo. E riguarda l’Europa nella sua totalità. Oggi più di ieri. Il fenomeno è cresciuto negli ultimi cinque anni, così tanto che 9 ebrei su 10 si sono accorti che l’antisemitismo è aumentato. Di riflesso 4 su 10 stanno pensando di emigrare perché non si sentono al sicuro nel vecchio continente. Lo dice un censimento dell’Agenzia Europea dei diritti fondamentali: sono state sentite oltre 16.300 persone in 12 Paesi (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Olanda, Polonia, Spagna, Svezia e Regno Unito). Nazioni che ospitano il 96 per cento degli ebrei in Europa. 

Numeri allarmanti
L’85 per cento degli ebrei europei considera l’antisemitismo come il più grande problema sociale o politico nel loro Paese d’origine; l’89 per cento pensa che l’antisemitismo sia più problematico su internet e sui social media; il 28 per cento degli intervistati è stato preso di mira almeno una volta l’anno scorso; Il 79 per cento di chi ha subito minacce negli ultimi cinque anni non ha riferito nulla alla polizia o ad altra organizzazione; il 34 per cento evita di visitare eventi o siti ebraici perché non si sentono sicuri; il 70 per cento ritiene che gli sforzi dell’Europa per combattere l’antisemitismo non siano efficaci. 

Il commento
Così il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans: «Sono profondamente preoccupato per la crescita dell’antisemitismo, come spiega il rapporto dell’Agenzia per i diritti fondamentali. È essenziale combattere questo problema con vigore e collettivamente. La comunità ebraica deve sentirsi al sicuro a casa, in Europa. Se non ci riusciremo, l’Europa non sarà più Europa».  

Ladri a Roma
Proprio nella notte venti pietre d’inciampo sono state rubate nel Rione Monti, nel centro di Roma. Erano dedicate a 20 membri della famiglia Di Consiglio. Le pietre, installate a gennaio del 2012, ricordano i cittadini ebrei deportati nei campi di concentramento. Non è la prima volta che succede nella capitale. «Trovo gravissimo quanto avvenuto la scorsa notte nel rione Monti. Un gesto inqualificabile e vergognoso che offende la memoria di cittadini ebrei deportati nei campi di sterminio nazisti. Mi auguro che le pietre rubate possano tornare al più presto al loro posto», ha detto Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio. 

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