Europa, Conte da Bruxelles: «Confido di evitare la procedura d’infrazione»

Il premier: «Qui non c'è nessuno da punire, ma rispettare tutti quelli che siedono al tavolo. Noi rispettiamo gli altri, gli altri rispettano noi: troveremo una soluzione»

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Nulla di fatto. Fiumi di parole, anche nella notte, ma non si è arrivati a dama. I leader dell’Europa, dalla Merkel a Macron, non hanno trovato l’accordo a Bruxelles per le nomine più rilevanti, iniziando proprio dalla presidenza della Commissione Ue. Il prossimo appuntamento è fissato per il 30 giugno: le poltrone, prima o poi, andranno occupate. L’Italia fa la sua parte sullo sfondo, ma la partita del premier Giuseppe Conte è un’altra: evitare la procedura d’infrazione per debito eccessivo, cioè trasformare la lettera mandata all’Europa in qualcosa di concreto.

Fiducia
«Confido di poterla evitare», anche se si tratta di una «situazione difficile». Parola del premier Giuseppe Conte che poi ha aggiunto dal cuore dell’Europa: «Ho già dimostrato di essere un tipo molto determinato, anche nelle procedure, e continuerò a dimostrarlo. Confido nel fair play di tutti coloro che si siedono attorno al tavolo e quindi confido in una soluzione positiva». Ancora: «Tra poco – prosegue Conte – parlerò ancora con il presidente Juncker. Con il presidente non entriamo nei dettagli, ci aggiorniamo sullo stato del negoziato». Per il presidente del Consiglio «qui non c’è nessuno da punire, ma rispettare tutti quelli che siedono al tavolo. Noi rispettiamo gli altri, gli altri rispettano noi: troveremo una soluzione». 

Conti in ordine
«Riteniamo di avere i conti in ordine, siamo sicuri delle nostre ragioni e non siamo disponibili a inseguire delle stime che non rispondono alla realtà. Le regole sono le regole, i numeri sono numeri. Io non posso chiedere – specifica Conte – di evitare regole che non mi piacciono per evitare la procedura. Ma posso contestare i numeri. Ecco, contesto le loro stime di crescita. Io conosco i numeri, conosco l’assestamento sui miei numeri. Per quanto riguarda le regole, c’è una prospettiva in cui voglio ridiscutere queste regole. Mi sembra legittimo. In famiglia si discute». 

Su Salvini e Di Maio
Alla domanda se la Commissione si sia irrigidita per le parole non amichevoli di Salvini e Di Maio, il premier afferma: «Sarebbe molto grave. Allora vuole dire che le regole si applicano a secondo delle reazioni emotive qui a Bruxelles?». E aggiunge: «Reazioni emotive o punitive: sarebbe molto, molto grave. E poi voglio dire una cosa a Moscovici: dice che le regole sono intelligenti. Le regole non sono intelligenti, vanno interpretate: le interpretazioni sono intelligenti. Ecco, se è quella non è intelligente». 

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