Europee, Meloni: «Votare FdI perché non sta al governo con M5S»

La leader di Fratelli d'Italia, durante una serie di interviste, ha parlato delle prossime elezioni, del futuro del centrodestra e del governo, ricevendo gli attacchi da parte dei 5 Stelle

crisi di governo

Non si può certo dire che Giorgia Meloni sia in ansia per le prossime elezioni europee. La presidente di Fratelli d’Italia, infatti, in un’intervista su Radio Rai si dice tranquilla su quale possa essere l’esito delle urne e ha fiducia che il suo partito superi la soglia di sbarramento del 4 per cento: «Io non ho nemici. Il mio problema non è arrivare al 4 per cento. Io posso essere in ansia per la soglia del 6 per cento, ma penso che Forza Italia sia in ansia come me e, del resto, se il mio problema fosse il 4 per cento, gli altri non parlerebbero tutto il tempo di Fratelli d’Italia…».

Europee e centrodestra
In seguito, nella trasmissione “Agorà” su Rai 3, la Meloni ha spiegato perché alle prossime europee gli elettori di centrodestra dovrebbero votare per FdI e non per la Lega: «Innanzitutto perché io non sto al governo con il M5S. Secondo me chi è di destra non si può alleare con chi è di sinistra». E parlando del futuro del centrodestra ha aggiunto: «Fratelli d’Italia è diventato un importante catalizzatore di quello che era il centrodestra che poi si è un po’ disperso dopo l’esperienza del Popolo della Libertà. Al centro delle nostre attività c’è la difesa dell’interesse nazionale italiano. Questo è il tema».

Tenere il Papa fuori dalla politica
La Meloni ha poi risposto ad alcune domande sulle ultime vicende che hanno riguardato il vicepremier, Matteo Salvini, e il mondo ecclesiastico: «Non giudico le scelte di Salvini» ha affermato, riguardo il rosario che il vicepremier porta con sé. E ha aggiunto: È bene che si tenga il Papa fuori dalla politica pur senza aver sempre condiviso tutte le scelte, come quella dell’elemosiniere. L’elemosiniere doveva andare a riattaccare spina a Lambert, a cui stavano staccando le spine della vita perché tetraplegico, contro il parere dei genitori. Volevo vedere che andava a riattaccare quelle spine».

Sviluppi di governo
La leader di FdI, ha parlato anche della situazione dell’esecutivo e di una possibile crisi di governo dopo le elezioni europee. Se si realizzasse un simile scenario, ha spiegato la Meloni, lei sarebbe fortemente contraria a un «governo di responsabili come quello di Monti», ma preferirebbe che si andasse a votare: «Sempre favorevole a elezioni, vale la pena andare a votare anche due mesi pur di avere un governo che resti in piedi per 5 anni».

Le critiche dei 5 Stelle
Intanto, però, una delle componenti di governo, il MoVimento 5 Stelle, in una nota, critica la Meloni accusandola di parlare di rivoluzioni, ma seguendo i comportamenti della vecchia politica: «Giorgia Meloni oggi parla di rivoluzioni in Europa, ma si sta presentando alle europee alla vecchia maniera – si legge nel comunicato – Capolista in tutte e cinque le circoscrizioni, candidata anche se deputata e attuale consigliere comunale a Roma. In Campidoglio è la grande assente: ha partecipato soltanto al 15 per cento delle sedute del 2017, al 17 per cento nel 2018 e al 10 per cento nel 2019». Nel documento, i pentastellati si chiedono se, in caso di elezione all’Europarlamento, la presidente di Fratelli d’Italia decida di rinunciare al suo incarico da parlamentare e la accusano di aver sostenuto, nel periodo in cui era ministro del governo Berlusconi «provvedimenti scandalosi, i cui effetti sono ancora pagati a caro prezzo dai cittadini italiani» come la riforma Fornero, il legittimo impedimento o il lodo Alfano.