Europee, tutti i dati sui veri vincitori: gli astenuti

Un'indagine dell'Istituto Swg svela il comportamento degli appartenenti al "partito del non voto" mettendo a paragone le ultime elezioni con le politiche del 2018

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Che le ultime elezioni europee abbiano certificato la Lega come primo partito italiano è ormai un dato acclarato. Tuttavia, come accade ormai da tempo, il vero vincitore è il “partito degli assenti”, ovvero gli astenuti. L’affluenza alle urne, infatti, è stata del 56,09 per cento, con un’astensione di 22,7 milioni di aventi diritto al voto (il 45,9 per cento). Un dato, come riporta un’analisi realizzata dall’Istituto Swg, in aumento di 16,5 punti percentuali rispetto alle politiche del 2018 quando ad essere rimasto a casa era stato il 29,4 per cento della popolazione.

La crescita dell’astensione, inoltre, è distribuita in tutte le aree del Paese, con la circoscrizione del sud Italia che ha fatto registrare l’aumento maggiore (+2,8 milioni).

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(Fonte: https://www.swg.it/politicapp)
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(Fonte: https://www.swg.it/politicapp)

L’astensione colpisce soprattutto i 5 Stelle
Analizzando i risultati dell’indagine dell’Istituto demoscopico risulta che, rispetto alle politiche del 2018, chi è stato più colpito dall’astensione è il MoVimento 5 Stelle. Tra coloro che, lo scorso 4 marzo, avevano scelto il partito guidato dal vicepremier, Luigi Di Maio, si è astenuto il 38 per cento. In questa particolare classifica seguono Forza Italia, abbandonata dal 27 per cento dei votanti, e il Partito democratico (-26 per cento). Tra chi aveva votato Fratelli d’Italia, invece, ha scelto di astenersi il 20 per cento, mentre per la Lega di Matteo Salvini si tratta del 12 per cento.

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(Fonte: https://www.swg.it/politicapp)

Differenze fra generi e generazioni
A scegliere il non voto sono state soprattutto le donne (52 per cento): in questo caso l’astensione rispetto al 2018 ha fatto registrare un aumento del 18 per cento, contro quello degli uomini di 14 punti percentuali (39 per cento in totale).
Analizzando i dati riferiti alle generazioni, inoltre, è aumentato soprattutto l’astensionismo dei millennials, +19 per cento, mentre la generazione X (cioè i nati fra il 1965 e il 1979) ha visto crescere gli astenuti del 13 per cento.

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(Fonte: https://www.swg.it/politicapp)

Ceti sociali e livello d’istruzione
Analizzando il livello di istruzione di chi ha disertato le urne è emerso come il 48 per cento avesse un livello di istruzione basso (con un aumento dell’11 per cento dal 2018), ma la crescita maggiore, + 17 per cento, si è registrata tra i votanti con un’istruzione elevata. Inoltre, il ceto povero e il ceto medio sono stati quelli che hanno fatto registrare le percentuali maggiori di astenuti rispettivamente il 55 e il 50 per cento, entrambi con un aumento di 18 punti percentuali rispetto alle ultime elezioni politiche.

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(Fonte: https://www.swg.it/politicapp)

Aree politiche
Infine, le aree politiche in cui è concentrato il maggior numero di astenuti sono state quella di centro, di sinistra e dei non collocati politicamente. Inoltre per quanto riguarda l’area di sinistra, è quella che ha visto crescere maggiormente la percentuale di astensione rispetto al 2018 (+ 23 per cento).

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(Fonte: https://www.swg.it/politicapp)

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