Europee, Zingaretti: «Vincere per il Pd significa arrivare al 22 per cento»

Il segretario dem: «La lista unitaria è stata una grande conquista, unisce le forze ed è una credibile alternativa per chi comincia ad avere paura»

pd
Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti

Europee dietro l’angolo. Manca meno di una settimana al voto. Nicola Zingaretti, segretario del Pd, ha messo nel mirino l’obiettivo: «Vincere alle europee significa arrivare primi? No. Vincere per noi del Pd è essere il polo alternativo a questo governo – dice a Rtl 102.05 – Vincere significa passare dal 16 per cento di quando sono diventato segretario al 22-23 per cento. Un risultato che dia l’idea che la partita politica in Italia è aperta. Dicevano che il Pd era finito, ma il 3 marzo del 2019 ha portato al gazebo 1 milione e 600 mila cittadini. Non c’è in Italia nessuna forza politica che mobilita così tanta gente».

Lista unitaria
«La lista unitaria del Pd alle elezioni europee è stata una grande conquista, unisce le forze ed è una credibile alternativa per chi comincia ad avere paura. Il Pd vuole dare speranza al Paese. Un anno fa gli italiani hanno scelto Lega e M5s perché arrabbiati: partiti bravi a rappresentare le paure, ma incapaci di risolvere i problemi», continua Zingaretti.

Contro il governo
Il segretario dem critica il governo gialloverde: «Conte è paralizzato, lo dice anche il sottosegretario Giorgetti. Ma allora perché vanno avanti?». Poi una passaggio sul rischio patrimoniale: «La rischiamo sicuramente. Io mi auguro di no, non è la misura adatta, il governo ha creato buchi e il deficit è fuori controllo. Il governo litiga tutti i giorni, non genera fiducia». 

Immigrazione
«La politica di immigrazione non può essere solo controllo di sbarchi, ma prima di tutto politica estera. Non bisogna accorgersi di questo tema solo quando arrivano i barconi con le persone. Immigrato uguale criminale? Non è così. Dobbiamo colpire il criminale, non generalizzare».  

Il ruolo dei social
«Sui social io combatto. La presenza sui social, su cui noi dobbiamo recuperare, è un processo di continuità e affiliazione. Lo abbiamo iniziato e comincia a produrre i frutti. Noi non useremo mai i social per offendere o per mettere fake news».

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