Europee, Zingaretti: «Votare il Pd per mandare a casa Salvini»

Il segretario dem attacca il governo e invita gli elettori a votare il suo partito alle prossime elezioni del 26 maggio

Pd

Quello tra Salvini e Di Maio è «un gioco al massacro che sta facendo pagare al Paese un prezzo enorme in termini di credibilità». Ne è convinto il segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti, come dichiarato all’AdnKronos mentre si trovava a Palermo in occasione delle celebrazioni per il 27esimo anniversario delle stragi di Capaci e via d’Amelio. Per Zingaretti, l’ultima proposta lanciata dal ministro dell’Interno sull’abuso d’ufficio è soltanto uno spot elettorale: «Se lo pensa presentasse il progetto di legge e lo approvassero». Per il governatore del Lazio, «la vera notizia di oggi è il 78 per cento della domanda di cassa integrazione straordinaria, una tragedia per il Paese. Non parlo degli spot di Salvini, ma degli operai e dei lavoratori italiani che stanno entrando in cassa integrazione e dei pensionati che da giugno avranno meno soldi in busta paga».

Elezioni europee
Secondo Zingaretti l’unica via per porre fine anticipatamente a questo governo è quella di recarsi alle urne e votare il Pd alle elezioni europee: «C’è solo una lista che se vince manda a casa Salvini e questo governo ed è quella unitaria del Pd. Tutte le altre ipotesi garantiscono questo caos del presente. Chi vota Di Maio vuole Salvini per altri quattro anni ministro dell’Interno, chi vota Salvini, invece, vuole ancora altri quattro anni Di Maio che invece di assumersi le responsabilità, blocca l’Italia come sta facendo».

Lotta alla mafia
Infine, mentre parte il corteo per commemorare le morti dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, il segretario del Pd esprime il suo pensiero sulla lotta alla mafia che, spiega, «non può essere celebrazione. I depistaggi fanno parte della storia d’Italia, ma la vera differenza rispetto alle stragi di quegli anni è che è esplosa una presa di coscienza degli italiani e delle nuove generazioni, come mai era avvenuto nella storia della Repubblica». Il segretario dem aggiunge, inoltre, che «la cosa peggiore che possa accadere nella lotta alla mafia è la “monumentalizzazione”, ricordarsene solo quando c’è un anniversario. Il vero impegno è quello degli altri 364 giorni dell’anno. Quello che hanno drammaticamente prodotto sia la strage di Capaci che quella di via d’Amelio è che da quel giorno è partita un’onda di presa di coscienza molto più profonda di quanto si pensasse fino a qualche tempo fa».

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