Eutanasia, la Proposta di legge Cecconi riapre la discussione

Il deputato ex M5S, ora nel gruppo Misto, ha depositato la Proposta di legge "Modifiche alla legge 22 dicembre 2017, n.219, in materia di trattamenti sanitari e di eutanasia"

eutanasia

«Questo è il mio contributo. Il percorso non sarà semplice, bisognerà approfondire molto, ma sono certo che alla fine si capirà che questa legge bisogna farla, bisogna dare una risposta alla Corte costituzionale». Andrea Cecconi riapre la discussione in Parlamento sull’eutanasia. Il deputato ex M5S, ora nel gruppo Misto, ha depositato la Proposta di legge “Modifiche alla legge 22 dicembre 2017, n.219, in materia di trattamenti sanitari e di eutanasia”.

«Un passo in più rispetto alla legge sul biotestamento» che prevede, in presenza di condizioni rigorose, l’autorizzazione all’eutanasia  «nel caso di patologie non curabili e in fase terminale». «Il lavoro fatto nella precedente legislatura sul biotestamento è stato ottimo e alla fine è venuto fuori un testo ben fatto e equilibrato -spiega Cecconi all’Adnkronos-. Con questa Pdl si aggiunge il caso in cui il paziente può chiedere il trattamento eutanasico e il medico non può rifiutarsi, senza risultare colpevole ai sensi del Codice penale. E’ quello su cui la Corte costituzionale chiedeva di intervenire».

Il testo della Proposta
La legge di Cecconi è formata da quattro articoli. Nel primo si stabilisce che «ogni paziente ha la facoltà, in determinate condizioni cliniche, di richiedere il trattamento eutanasico al personale medico in modo da mettere fine alla propria vita». Nel secondo si dispone che gli articoli del codice penale sull’omicidio (575 e 579), sull’istigazione al suicidio (580) e sull’omissione di soccorso (593) «non si applicano al personale sanitario che ha praticato trattamenti eutanasici, secondo modalità definite».

L’articolo 3 prevede che «ogni persona ha la facoltà di redigere un atto scritto, con firma autenticata, con il quale chiede l’applicazione dell’eutanasia nell’ipotesi in cui egli successivamente venga a trovarsi nell’ipotesi di incapacità di intendere e di volere nominando perciò un fiduciario». Infine, con l’articolo 4, si delega il ministero della Salute a emanare un decreto per stabilire «le modalità necessarie a garantire in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale la corretta applicazione della presente legge, sia per quanto riguarda le strutture idonee, le modalità attraverso le quali il paziente manifesta, la propria volontà e i farmaci idonei alla somministrazione dell’eutanasia senza dolore o sofferenze».

Cecconi ammette che «il tema è delicato», perché «quelli etici sono temi divisivi sempre». Ma una via per portare in porto la legge c’è: «Questo è il mio contributo, ne arriveranno altri, anche di maggioranza – spiega -. L’unico modo per far passare questa proposta è quella di costruire una legge molto equilibrata, che tenga conto delle richieste di tutti. Anche sul testamento biologico i testi di partenza erano diversi, alcuni anche molto duri. Nella discussione, però, si è riusciti ad ammorbidire le proposte e alla fine è stata un conquista sul piano civile e etico».

Al deputato ex M5S non sfugge che oltre agli aspetti emotivi, umani, di salute ed etici una legge sull’eutanasia pone anche delle questioni politiche. «Questa legge non è una legge spacca Parlamento o spacca maggioranza -sottolinea l’autore-. Ci sono partiti a favore e altri no, a prescindere da maggioranza e opposizione. Nel M5S ci sono deputati favorevoli ma credo che anche nella Lega ce ne saranno, anche se su questo argomento stanno aspettando di definire il loro orientamento. E il Pd, per esempio, non so proprio se sarà tutto favorevole. In tutti i partiti ci sono sensibilità diverse, ma questa legge bisogna farla».

 

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