Expat, dalla Calabria al Giappone. «La mia “dolce” vita tra video e fabbrica»

Intervista a Giovanni Rattacaso, operaio specializzato e youtuber che vive a Sendai: «Qui guadagno bene, riesco a permettermi una vita normale senza troppi pensieri. Essendo figlio unico provo a tornare in Italia una volta all'anno per qualche settimana»

expat

Operaio specializzato in dolci e youtuber nel tempo libero. Giovanni Rattacaso è uno dei tanti ragazzi del Sud Italia che ha deciso di lasciare la terra d’origine per scoprire il mondo, per ritagliarsi momenti di felicità. Ma anche e soprattutto per trovare lavoro. E’ un expat che ce l’ha fatta. O meglio: un expat che si è dato da fare anno dopo anno, dall’altra parte del mondo. E’ partito da solo dalla Calabria all’età di 24 anni («sono nato a Praia a Mare e cresciuto a Tortora Marina»), ha vissuto in Australia e adesso risiede in Giappone, più precisamente a Sendai, una città di un milione di abitanti che si trova nella regione del Tohoku, a nord della capitale Tokyo.   

Calabrese in Oriente Giappone
Giovanni oggi ha 33 anni, lavora in una fabbrica che produce dolci vicino Sendai, ha una moglie giapponese e gestisce un canale YouTube che si chiama “Calabrese in Oriente Giappone”. Conta quasi 18mila iscritti. Dentro si possono trovare video di vita vissuta, reportage, live e racconti di viaggi. I riscontri sono più che buoni anche sulla pagina Facebook (più di 16mila follower), su Instagram (più di 7mila follower) e sul blog. Momento Italia ha contattato Giovanni Rattacaso per capire come è la vita da expat in Giappone.              

Perché e quando hai lasciato l’Italia?
«Ho iniziato la mia avventura l’11 novembre 2011. Destinazione Australia con un Working Holiday Visa, un visto che mi permetteva di lavorare e viaggiare nel continente per un anno. Ho scelto di fare questo viaggio perché volevo staccare la spina, cambiare aria, conoscere nuove persone, fare esperienze diverse. Non ero molto soddisfatto della mia vita in Italia».

Come sei arrivato in Giappone?
«Il Giappone non era tra i miei programmi. Tra il 2012 e il 2013 ho fatto un rinnovo del visto Working Holiday Visa e poi mi sono iscritto ad una scuola di lingua inglese per un anno e mezzo.  L’idea era di rimanere a vivere in Australia. Nella scuola ho incontrato una ragazza giapponese, ci siamo frequentati per un periodo in Australia, poi la relazione è andata avanti a distanza fino al momento in cui ho deciso di raggiungerla in Giappone, lasciandomi così l’Australia alle spalle».

Di cosa ti occupi adesso?
«Lavoro in una fabbrica di dolci destinati alla catena di negozi 7-Eleven. Svolgo varie mansioni. Dipende dal tipo di dolce e dall’ordine che riceviamo».

Come hai trovato il link con la fabbrica di dolci? 
«Frequentavo una scuola di lingua giapponese, la quale era organizzata per lavori part-time. Quindi ho iniziato così, anche perché il visto di studio in Giappone non ti permette di lavorare più di 28 ore a settimana. Successivamente, quando ho cambiato il visto, acquisendo quello matrimoniale, sono passato a lavorare a tempo pieno».

Giovanni Rattacaso, operaio specializzato in dolci e youtuber nel tempo libero. Il suo canale è Calabrese in Oriente Giappone

Come ti trovi in Giappone?
«Tutto sommato mi trovo molto bene, il Giappone è un Paese interessante, pieno di sorprese ovviamente molto diverso dall’Italia, ma ha il suo fascino».

Sei soddisfatto anche a livello economico?
«Guadagno bene, riesco a permettermi una vita normale senza troppi pensieri. Diciamo che dormo la notte senza la paura di non riuscire a pagare una bolletta o l’affitto di casa».

La tua giornata tipo lavorativa da expat?
«Direi che la mia giornata lavorativa è decisamente lunga. I ritmi di lavoro in Giappone prevedono orari leggermente lunghi, il lavoro prende circa 9-10 ore al giorno. Ma ci sono molte pause durante il turno».

Ti manca la Calabria? Con che frequenza ci torni? 
«La mi terra mi manca senza dubbio, mi manca anche la mia famiglia. È molto difficile vivere da expat essendo figlio unico. Cerco di tornare almeno una volta all’anno per una o due settimane». 

Perché hai iniziato a caricare video su Youtube?
«Ho aperto il canale YouTube seriamente nell’agosto del 2015. Volevo condividere le mie esperienze, raccontare un Giappone lontano dalla grande capitale Tokyo, ma nello stesso tempo un Giappone da scoprire, forse anche più autentico. Diciamo che considero i social un hobby. Il mio lavoro è totalmente un’altra cosa».

Quanto tempo dedichi ai video nel corso di una settimana? 
«Dipende dagli argomenti, dalle notizie che girano o dalla la voglia di raccontare qualcosa. Posso pubblicare un video come anche cinque in una settimana. Ovviamente il tempo che uso per YouTube è soprattutto concentrato nei giorni liberi».

Qual è il video di cui sei più orgoglioso?
«Ci sono più di 800 video sul canale. Molti sono importanti. Per esempio quello del mio matrimonio, quelli dei vari viaggi con mia moglie, quelli dedicati alla società giapponese, ma un video a cui tengo particolarmente è il racconto del mio viaggio a Fukushima, nella zona rossa colpita dalle radiazioni della centrale nucleare. E’ stato un viaggio intenso, rischioso, che mi ha dato molto».

Riesci a guadagnare qualcosa tramite YouTube, blog e social?
«Qualcosina con YouTube, ma ripeto: per il momento è un hobby. Nel futuro chissà…».   

Progetti per il futuro?
«Il mio desiderio da tantissimi anni è di scrivere un libro, ma ovviamente bisogna sentirsi pronti. Quando arriverà il momento lo comunicherò».

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