Expo, Maroni condannato a un anno in appello 

I giudici d’appello di Milano hanno confermato la sentenza di condanna, riqualificando il reato, nei confronti di Roberto Maroni, ex presidente della Regione Lombardia, imputato nel processo legato a Expo. In primo grado Maroni era stato condannato a un anno di carcere e a 450 euro di multa solo per il secondo capo di imputazione (pena sospesa).  

Nella sue requisitoria, invece, il pg Vincenzo Calia aveva chiesto di condannare l’ex governatore a due anni e sei mesi, ricalcando la richiesta del pubblico ministero, chiedendo dunque la condanna sia per reato di induzione indebita che per la turbata libertà del contraente. Il giudice d’appello oltre a confermare l’assoluzione dal reato di induzione indebita “perché il fatto non sussiste”, ha confermato la condanna per il secondo capo riqualificando il reato da turbata libertà di scelta del contraente a turbata libertà degli incanti. L’appello ricalca quindi il primo grado. E’ stato assolto “perché il fatto non sussiste” dal reato di induzione indebita. L’accusa sosteneva che per avrebbe esercitato pressioni per far partecipare a una missione a Tokyo una sua ex collaboratrice, Maria Grazia Paturzo, a cui, secondo l’accusa, l’ex presidente della Regione Lombardia sarebbe stato legato da una “relazione affettiva”. I giudici hanno invece riconosciuto Maroni – assente per la lettura della sentenza – colpevole per il secondo capo di imputazione, ossia per l’affidamento di un incarico in Eupolis, ente di ricerca della Regione, alla ex collaboratrice Mara Carluccio. Confermata anche la condanna a un anno per Giacomo Ciriello, ex capo della segreteria politica di Maroni, per Andrea Gibelli, ex segretario generale del Pirellone (10 mesi e 20 giorni) e per la Carluccio (6 mesi).  

(Fonte: Adnkronos)