Export, italiani preoccupati dall’espansione commerciale cinese

Un'indagine realizzata dall'Istituto Swg ha evidenziato quale sia la preoccupazione dei cittadini sulla guerra commerciale Usa-Cina e quale potrebbe essere il modo per opporsi alle mire espansionistiche di Pechino

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Mentre l’Italia si appresta a sottoscrivere con la Cina il Belt and Road Initiative, l’accordo commerciale denominato “Via della seta”, la “guerra commerciale” tra Usa e Cina sembra aver subito una battuta d’arresto con il proseguire delle trattative tra i due Paesi che dovrebbero portare a una tregua che ponga fine ai dazi incrociati che vanno a incidere su lavoratori, produttori ed esportatori delle due superpotenze. Intanto prosegue l’ostilità Usa verso il colosso delle telecomunicazioni Huawei, accusato dall’amministrazione Trump di compiere azioni di spionaggio per il governo cinese; accuse prontamente respinte da Ren Zhengfei, fondatore e presidente della compagnia. Tuttavia, nel suo ultimo incontro con la cancelliera tedesca Angela Merkel, Donald Trump ha avvisato la Germania che in caso di concessione a Huawei della realizzazione delle reti 5G, gli Usa sarebbero pronti a limitare la loro collaborazione nel campo dell’intelligence.

Tensione sulla decisione italiana
Contemporaneamente, fa discutere la scelta del nostro Paese, criticata sia dall’Unione europea che dagli alleati americani, di aderire all’accordo commerciale col governo di Xi-Jinping. Il vicepresidente della Commissione Europea Jyrki Katainen, durante una conferenza a Strasburgo ha spiegato che la valutazione sul Memorandum Of Understanding (Mou) che l’Italia si appresta a firmare verrà valutata «sulla stessa base degli altri. Qualsiasi cosa venga fatta in base a questo Mou serve trasparenza e le regole Ue sulla concorrenza che vanno rispettate. Tutte le gare devono essere aperte a tutti gli operatori economici, sulla stessa base».
A tentare di stemperare la tensione è stato il premier, Giuseppe Conte che ha spiegato: «Il capitolo della Cina non si improvvisa dall’oggi al domani. Questo è un capitolo preparato nei mesi scorsi, ma non vi dovete confondere. Da qualche intervista leggete di qualche preoccupazione, ma ho detto anche io che è un capitolo che va affrontato con molta cautela, perché noi aderiamo a questo progetto infrastrutturale chiamato “Via della seta”, ma lo facciamo con tutte le cautele necessarie».

Una Ue più forte per opporsi alla Cina
Tuttavia, le tensioni tra Usa e Cina impensieriscono gli italiani, come risulta da un sondaggio realizzato dall’Istituto Swg sulla “guerra commerciale” tra le due superpotenze. Il 47 per cento degli intervistati si dice molto (6 per cento) o abbastanza (41 per cento) preoccupato dalle tensioni tra i due Paesi, contro il 40 per cento che ritiene la situazione poco (30 per cento) o per nulla (10 per cento) preoccupante.

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(Fonte: https://www.swg.it/politicapp)

Per il 58 per cento la possibilità che la Cina intenda estendere a tutto il mondo il suo dominio commerciale è un pericolo fondato, mentre solo il 34 per cento lo ritiene uno scenario poco probabile.

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(Fonte: https://www.swg.it/politicapp)

Infine, per gli italiani, la soluzione per far fronte alle mire espansionistiche della Cina è quella di un rafforzamento dell’Unione europea. Un punto che vede d’accordo il 70 per cento degli intervistati, mentre è contrario il 19 per cento.

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(Fonte: https://www.swg.it/politicapp)

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