Fake news, Google cambia la sua linea sulle pubblicità elettorali

In una nota la società di Mountain View annuncia alcune modifiche sulla trasparenza elettorale e dichiara guerra ai deep fake e ai contenuti fuorvianti

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Google dichiara guerra alle fake news e come già fatto da alcuni social network, come Twitter, mette al bando le pubblicità politiche in periodo elettorale, di fatto contrapponendosi alla scelta di Facebook che invece continuerà ad accettarle. Se da un lato l’azienda fondata da Mark Zuckerberg ha intrapreso una lotta contro le fake news, allo stesso tempo ha deciso come forma di libertà per gli elettori di non mettere freni ai politici. La società di Mountain View, invece, tramite una nota del vicepresidente e responsabile pubblicità, Scott Spencer, ha ricordato il suo impegno nella difesa delle campagne elettorali, cercando di diffondere solo notizie autorevoli. 

La nuova linea sulle pubblicità
Per questo motivo, prosegue Spencer, «stiamo apportando alcune modifiche al modo in cui gestiamo gli annunci politici sulle nostre piattaforme a livello globale. Indipendentemente dal costo o dall’impatto sulla spesa sulle nostre piattaforme, riteniamo che questi cambiamenti aiuteranno a promuovere la fiducia nella pubblicità politica digitale e la fiducia nei processi elettorali in tutto il mondo». L’intenzione di Google, prosegue Spencer, è di rendere gli annunci il più trasparenti possibile (le nuove linee sulla trasparenza entreranno in vigore dal 3 dicembre 2019) e ricorda come la società non abbia mai permesso di targettizzare in modo troppo specifico gli annunci politici. E aggiunge che Google sta cercando di chiarire maggiormente la linea da seguire a cominciare dal proibire l’utilizzo dei “deep fake”. Si tratta di video manipolati in cui viene sovrapposto il volto di un individuo a quello di qualcun altro, facendogli dire qualcosa di non vero e ingannando chi guarda. Episodi famosi hanno visto coinvolto l’ex presidente Usa, Barak Obama, e, in Italia, un esempio di deep fake è stato mostrato da Striscia la Notizia con una finta video intervista all’ex premier Matteo Renzi.

Infine, sottolinea Spencer, verranno eliminati contenuti fuorvianti sulle elezioni o che  reindirizzino verso altre notizie chiaramente fuorvianti che potrebbero influire in modo significativo sul naturale processo democratico. In ogni caso, conclude «riconosciamo che un dialogo politico solido è una parte importante della democrazia e nessuno può giudicare in modo ragionevole ogni pretesa, domanda riconvenzionale e insinuazione politica. Quindi ci aspettiamo che il numero di annunci politici su cui prendiamo provvedimenti sarà molto limitato, ma continueremo a farlo per chiare violazioni».