Famiglia, Zaia: «L’omosessualità non è una patologia»

Il governatore del Veneto è intervenuto anche sulle polemiche riguardanti il patrocinio concesso dalla regione all'evento

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Il governatore del Veneto, Luca Zaia (foto da Twitter)

Prende il via a Verona il tanto contestato Congresso della famiglia. Il convegno, voluto dal ministro della famiglia Fontana (Lega), che ha per tema portante la salvaguardia della famiglia “tradizionale”, è stato al centro di numerose polemiche molti giorni prima dell’inizio per via dei vari interventi in programma, molti dei quali volti a contestare conquiste sociali come il divorzio o l’aborto. Ha generato polemiche anche la scelta di distribuire come gadget ai partecipanti un feto di plastica, come protesta contro l’aborto.
Inoltre, le discussioni si sono concentrate anche sul patrocinio della Presidenza del consiglio (poi ritirato) e della regione Veneto. Una polemica definita dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, «costruita ad arte sul nulla dalla sinistra. Io andrò a ribadire la libertà di scelta di tutti per uomini e donne, le conquiste sociali non si toccano, non si discute della revisione del divorzio, dell’aborto, della libertà di scelta per donne e uomini».

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Il feto di plastica distribuito come gadget ai partecipanti al convegno

Zaia contro l’omofobia
Ad aprire i lavori è stato il governatore del Veneto, Luca Zaia, che ha sottolineato come «la famiglia è la famiglia, punto e basta. Non può essere messa in discussione – aggiungendo che –  la Regione Veneto è aperta alle idee di tutti, con un principio: la tua libertà finisce nel momento in cui inizia la mia, e nel rispetto di tutti».
Zaia  ha poi commentato le polemiche sul patrocinio della regione all’iniziativa: «In questi ultimi giorni sono stato molto attaccato per la baggianata del patrocinio della Regione – ha ricordato – ecco, per questo il Medioevo non sta qui in questo congresso. Il Medioevo da combattere è quello dove alle donne è negata perfino l’istruzione e il diritto al voto e sono costrette a portare il burka». E ha concluso: «Da eterosessuale convinto mi auguro che qui si possa chiarire una volta per tutte che l’omofobia è una patologia, e non la voglia di portare avanti un’idea che viene considerata sana».

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