Farmaci: Ad AbbVie Italia, ‘per produzione sicura più scambio fra agenzie’ 

Per affrontare il rischio di problemi di sicurezza legati alla produzione dei farmaci, che in questi mesi hanno portato gli enti regolatori di tutto il mondo a una serie di indagini e ritiri, in primis di sartani e ranitidina, “credo sia importante che, a livello di autorità regolatorie, si facciano i controlli e si comunichino le informazioni, anche tra le varie agenzie, in modo tale che le aziende possano avere un quadro di riferimento certo su cui potersi basare” per scegliere i siti dove esternalizzare alcune fasi o tutta la produzione medicinale. A dirlo all’AdnKronos Salute è Fabrizio Greco, amministratore delegato di AbbVie Italia, oggi a Campoverde di Aprilia (Latina), a margine di un incontro presso la sede laziale dell’azienda farmaceutica americana. 

“Una maggiore condivisione dei risultati delle ispezioni e dei controlli fra diversi enti regolatori – ha ribadito – credo sia l’unico modo per evitare che ci siano situazioni che poi impattano direttamente sui pazienti. E’ un problema internazionale, per cui è necessario che ci sia una rete di collegamento tra autorità di controllo soprattutto dei Paesi emergenti, che stanno sempre più avendo un impatto sulla produzione globale di farmaci”.  

Contro le potenze India e Cina resiste comunque la produzione ‘made in Italy’, che dalla sua parte ha l’elevato livello di qualità. “Produrre in Italia – aggiunge Daniela Toia, direttore del polo produttivo AbbVie Italia a Campoverde di Aprilia – significa affidarsi a competenze e strutture altamente specializzate che garantiscono livelli di qualità estremamente elevati”.