Farmaci: da industria 700 mln l’anno in studi, aumenta reputazione 

La farmaceutica in Italia rappresenta un asset importante dell’economia e può contribuire in maniera determinante alla crescita del nostro Paese. Gli investimenti da parte delle imprese del farmaco per gli studi clinici superano i 700 milioni di euro all’anno, il più alto contributo al sistema nazionale di ricerca. E questo è uno dei motivi che ha fatto aumentare la reputazione del settore fra gli italiani. E’ quanto sottolineato da Giuseppe Venturelli, Managing Director di Doxa Pharma, nel corso di un incontro che si è tenuto oggi a Campoverde di Aprilia (Lt), nella sede AbbVie Italia, dal titolo ‘Il valore dell’innovazione per una crescita sostenibile’.  

“Nel 2018 la reputazione dell’industria farmaceutica ha superato la media Italia (72,7), classificandosi a 73,5. Un aumento costante registrato negli ultimi 3 anni”, ha sottolineato Venturelli. La filiera della salute – è stato ricordato – rappresenta la terza industria del Paese e incide per il 10,7% sul Pil.  

Il comparto farmaceutico genera 32 miliardi di giro d’affari, con una crescita della produzione 22% in 10 anni, la più alta in Italia. Un settore primo in Europa per export e che dà lavoro ad oltre 66 mila addetti, di cui il 90% laureati e diplomati, con una crescita di circa 7 mila posti qualificati l’anno. 

“La ricerca scientifica porta valore – ha sottolineato Annalisa Iezzi, direttore medico AbbVie Italia – e porta alla sostenibilità in virtù del suo ‘movente’: la salute del paziente, in un sistema Italia che oggi è purtroppo in sofferenza. L’andamento però è di crescita, e il nostro Paese effettua oggi oltre il 20% delle attività di sperimentazione cliniche europee. L’Italia è un territorio florido per gli investimenti, in particolare nell’immunologia, non solo nella preclinica, ma anche nella sperimentazione clinica”.