Farmaci, tagli per 2 miliardi. Grillo: «E’ riallocazione delle risorse»

E’ stato presentato il documento di programmazione della nuova governance farmaceutica.

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E’ stato presentato il documento di programmazione della nuova governance farmaceutica: 10 pagine dove si vedono «affermarsi i principi cardine della nostra Costituzione: diritto alla salute, eguaglianza e tenuta del sistema», ha detto il ministro Giulia Grillo. Si tratta di una sorta di bussola «per le politiche di riorganizzazione del sistema del farmaco», confermano dal ministero della Salute. Insomma, ci sono le linee guida da seguire dall’Aifa. La missione è quella di far risparmiare 2 miliardi di euro al Servizio Sanitario Nazionale. «Più che di tagli, parlerei di riallocazione delle risorse», tiene a precisare la Grillo che nel suo mandato punta molto al contrasto delle liste d’attese troppo lunghe, così come all’abolizione del superticket.

Nel dettaglio
L’obiettivo è togliere dal commercio i farmaci che non servono perché sono vecchi o doppioni di altri medicinali in commercio, ma anche e soprattutto ad abbassare i prezzi e quindi ad accrescere l’utilizzo di farmaci generici e biosimilari. Uno dei punti chiave quindi è la revisione del prontuario farmaceutico, fermo ormai da troppi anni.

Parla l’esperto
Illuminante l’intervento del farmacologo Silvio Garattini: «Sono soddisfatto di aver partecipato alla definizione di questo documento. I farmaci servono per curare le persone e se non sono davvero utili, perdono la loro funzione. Una banalità che molti hanno dimenticato. Abbiamo un sistema saturo di farmaci fotocopia che servono a logiche altre rispetto alla cura dei pazienti, il sistema va razionalizzato e aggiornato. Un Prontuario fermo al 2005 con più di mille farmaci costa al Ssn più di 20 miliardi l’anno, lascia aperta una domanda: risponde alle esigenze di salute dei cittadini? Ho molti dubbi. Per questo oggi la governance deve comprendere un nuovo Prontuario, scritto con inchiostro fresco e idee nuove in cui si eliminano farmaci obsoleti e oggi non più competitivi. Nel 1993, la spesa farmaceutica era di 9 mila miliardi di lire, dopo la revisione del Prontuario che portò a un risparmio di 4 mila miliardi di lire, oggi la spesa è esponenzialmente più alta, ma abbiamo più salute di allora? Il Ssn e l’Aifa non possono avallare ciecamente le indicazioni di Ema, che introduce nuovi farmaci senza verificare (o ignorando) che ve ne siano di uguali già presenti in commercio, per questo ogni Paese deve farsi la sua governance appropriata agli effettivi bisogni di salute. Inutile avere a disposizione 100 farmaci simili e non avere le risorse per quelli con nuovo potenziale terapeutico. Siamo più anziani, l’oncologia ha fatto passi da gigante, le malattie rare sono sempre più conosciute, le comorbilità impongono scelte terapeutiche personalizzate. Per questo, bisogna tagliare i rami secchi, evitare gli sprechi e appunto rivedere il Prontuario secondo logiche nuove. Va fatta buona informazione anche ai medici: i generici e i biosimilari sono efficaci e producono risparmi, mettiamocelo in testa una volta per tutte». Al tavolo, oltre al ministro Grillo e al farmacologo Silvio Garattini, c’erano Luca Li Bassi, direttore generale dell’Aifa, e Francesca Tosolini, coordinatrice del tavolo delle regioni sulla farmaceutica.  

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