Fase 2, l’infettivologo Bassetti: ‘Tra 15 giorni a pochi chilometri da noi riaprono tutto, chiese? Stessi rischi del supermercato’

Non è mai banale l’infettivologo Matteo Bassetti quando parla. Non si è smentito neanche in delle dichiarazioni rilasciate all’Adnkronos relativamente a quelli che potrebbero essere alcuni obblighi nella Fase 2 e sulle scelte del governo.

“Mi aspettavo – ha evidenziato –  una ripartenza, si è voluta mantenere invece una cautela”. Al momento l’italia sceglie la prudenza, ma potrebbe pagare dazio sul fronte economico tenuto conto che altrove si è scelto di procedere diversamente.

Bassetti sottolinea l’esempio di Nizza

Basti pensare che territori più vicini alla Lombardia o al Piemonte siano pronti a riaprire al di là dei confini, mentre un Sud poco colpito dal virus rimane equiparato a Milano e dintorno “Occorre – ha proseguito – guardare cosa fanno gli altri, io sono a Genova a pochi chilometri dalla Francia, a Nizza tra 15 giorni ripartono Non si possono chiudere gli occhi rispetto a quello che fanno gli altri Paesi”.

Le mascherine solo quando è giusto

Polemiche anche sul fatto che, al momento, le uniche cerimonie religiose consentite sono quelle funebri e a numero limitato. “Ci sono – ha evidenziato l’infettivologo –  chiese enormi dove è possibile fare il distanziamento. Il rischio di essere contagiati durante una funzione è lo stesso se si va al supermercato».

E poi una puntualizzazione sulla mascherina: “L’obbligo della mascherina va bene quando non possiamo mantenere il distanziamento sociale. Alla dittatura della mascherina non ci sto”.

Chiaro probabilmente il riferimento al fatto che si tratti di dispositivi di protezione da centellinare e da non utilizzare quando inopportuno, ad esempio quando si sta all’aperto e molto lontani da qualunque altra persona.