Fase 3, parte il bonus vacanze ma il settore del turismo è scettico: “Difficile da usare”

villeggiatura

Parte il bonus vacanze, il provvedimento principale del decreto Rilancio per fare uscire il settore turistico (che vale il 13% del Pil e il 14% dell’occupazione) dalla crisi eccezionale seguita all’emergenza coronavirus. Una misura in cui il governo crede molto, tanto da dedicargli 2,4 miliardi, ma che non ha mai convinto gli operatori che rimangono “tiepidi”. Intanto i dati delineano un “disastro vacanze”: presenze a picco a giugno nelle spiagge.

PRESENZA A PICCO

Comincia con il segno meno la stagione estiva 2020, sia a causa del Covid-19 sia delle avverse condizioni atmosferiche. Le presenze rispetto allo stesso periodo del 2019 sono in calo in tutte le regioni: le perdite più gravi si sono registrate in Sardegna (-80%), nel Lazio e in Molise (-75%) e in Campania e Basilicata (-70%). Le prenotazioni per luglio e agosto sembrerebbero invece riuscire, almeno in parte, a invertire la rotta.

BONUS VACANZE

Le famiglie con Isee entro i 40mila euro possono chiedere un bonus da 500 euro se il nucleo è di almeno 3 persone, 300 euro con 2 persone e 150 euro per i single, per pagare strutture ricettive come alberghi, b&b o campeggi. L’80% del bonus si traduce in uno sconto immediato, il resto arriva come detrazione con la dichiarazione dei redditi. Il bonus viene erogato attraverso IO, la app per i servizi pubblici, cui si accede con Spid o carta d’identità digitale, che genererà un codice qrcode da presentare alle strutture che aderiscono all’iniziativa.

DUBBI

“Il bonus vacanze – dice Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi – è un grosso punto interrogativo, al momento l’80% è compensato solo il mese dopo e il 20% è uno sconto che si fa al cliente. Questo vuol dire che non tutti gli alberghi potranno accettarlo. I conti comunque sono abituato a farli alla fine e a fine settembre capiremo quanto di questi 2,4 miliardi che sono stati stanziati sarà stato utilizzato. E se avrà funzionato sarò il più felice del mondo, contento di essere smentito”.

“Tutti avevamo chiesto un provvedimento diverso, più ampio, più slegato dalle fasce di reddito. Ma oggi – rileva Alberto Corti di Confturismo Confcommercio – siamo nel mezzo della stagione e abbiamo uno strumento che neanche a noi fa impazzire, a dire la verità, ma dobbiamo sfruttarlo al meglio, non dobbiamo buttarlo a mare e dobbiamo cercare di promuoverlo al meglio. A fine stagione poi faremo i calcoli. Non più sulle nostre opinioni ma su quanto effettivamente è stato utilizzato”.

 

“Rimaniamo tiepidi sulla misura – gli fa eco il presidente di Federturismo Confindustria Marina Lalli – perché, per quanto capiamo che l’intenzione era di aiutare comparto, di fatto ci rendiamo conto che sarà una misura difficile da usare, perché non ne è reso agevole l’utilizzo. Inoltre per le aziende non sarà facilissimo, perché significa andare a riprendere questo 80% da qualche parte, un’altra indagine farraginosa per le aziende in un momento già complicato”.