Fdi, Meloni all’attacco: «Elezioni anticipate dopo il voto delle europee»

La presidentessa: «Non vedo altre soluzioni: né improbabili governi tecnici né altrettanto improbabili alleanze tra M5S e Pd»

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Giorgia Meloni, leader di Fdi, ha concesso una lunga intervista al Corriere della Sera. Non sono mancati affondi sull’attuale governo che secondo il suo pensiero non arriverà alla fine del mandato a causa dei contrasti tra M5S e Lega. Non solo. Per la Meloni si dovrebbe andare alle elezioni antipate dopo il voto alle europee (a maggio) che definisce uno «spartiacque fondamentale». Ancora: «Non vedo altre soluzioni: né improbabili governi tecnici né altrettanto improbabili alleanze tra M5S e Pd. Il voto è la via maestra».

Sul contratto di governo 
E poi aggiunege le motivazioni: «I nodi sono venuti al pettine. Nel contratto tra Lega e M5S c’era scritto tutto e il contrario, prima o poi qualcuno avrebbe dovuto cedere. E nonostante lacrescita elettorale, è proprio la Lega ad aver finora rinunciato di più. Dalla fatturazione elettronica alle sanzioni alla Russia, dall’ecotassa al blocco sulla Tav, dal reddito di cittadinanza al nulla concesso alle famiglie e perfino ai provvedimenti troppi timidi sulla legittima difesa, Salvini troppo spesso ha dovuto subire il M5S. La contraddizione tra il suo successo personale e la scarsa incisività sulle scelte del governo sta venendo a galla. E non credo che né Matteo né soprattutto l’Italia possano perdere altro tempo».

Seconda forza del centrodestra?
«Dicevano che saremmo stati fagocitati dalla Lega, ma evidentemente la coerenza paga, come pagano le idee e la battaglia per essere sempre più riferimento di ceti produttivi e imprenditoriali delusi dall’azione di questo governo», aggiunge la Meloni che ha raggiunto il 7 per cento in Abruzzo e il 6 per cento in Basilicata. La missione di Fdi è di mettere la freccia e superare Forza Italia, strizzando nel frattempo l’occhio alla Lega di Salvini. «Noi crediamo, speriamo e soprattutto lavoriamo per un centrodestra rinnovato – dice riferendosi allo scenario che si potrebbe presentare dopo le elezioni europee – del quale vogliamo essere la seconda gamba. Un movimento conservatore e sovranista, nella difesa dei valori della nostra civiltà e dell’interesse nazionale, distinto e alleato con la Lega per dare un governo all’Italia».

Senza Fi
Ma in questo schema c’è posto o no per Forza Italia? «Credo non si possa riproporre il vecchio schema del centrodestra: ogni tempo ha la sua storia. Noi vogliamo essere un movimento inclusivo, siamo aperti a tutti, e stiamo avendo risposte straordinarie anche da realtà locali e territoriali che venivano dall’esperienza del Pdl. In questo momento certo tra FdI e FI in vista delle Europee c’è competizione: noi ci candidiamo per cambiare radicalmente questa idea di Europa, Fi sostanzialmente la accetta e la condivide. Come è giusto che sia in democrazia, saranno gli elettori a decidere. E a indicarci la strada per gli assetti futuri».