Felicità, una ricerca svela il segreto per raggiungerla

In occasione della giornata mondiale istituita dall'Onu nel 2012, l'università di Harvard presenta il risultato di uno studio sul tema durato 75 anni

Il segreto per essere felici? Avere relazioni di qualità. La risposta arriva in occasione della giornata mondiale della felicità, che si festeggia tutti gli anni il 20 marzo, ed è contenuta in uno studio dell’università di Harvard, durato 75 anni, secondo il quale le buone relazioni sarebbero determinanti per una vita serena e appagante.

Cos’è la felicità
Da sempre si è discusso e scritto sull’argomento. Chi come Al Bano e Romina la associava a un bicchiere di vino con un panino; c’è chi pensa, invece, che la felicità duri un attimo; chi la considera un obiettivo sempre inseguito, ma irraggiungibile e chi la confonde con fama e denaro. Nel 2012, l’Onu l’ha definita «uno scopo fondamentale dell’umanità» istituendo la giornata mondiale a lei dedicata. Secondo Anselmo Paolone, docente di Pedagogia generale e sociale all’Università di Udine, quella data dalle Nazioni Unite «è una definizione illuministica della società. Questo concetto è presente per esempio nella Costituzione americana. Non è però comune a tutte le culture». Secondo l’esperto, la felicità «è un concetto definibile sulla base delle convinzioni filosofiche e dei valori che ciascuno ha. Cambia col cambiare delle culture. In quella occidentale, una possibile definizione è quella legata al concetto di individuo moralmente autonomo, realizzato nel momento in cui è riuscito a impostare la propria vita, il proprio sviluppo, nei termini di una consonanza con la propria vocazione e i propri desideri profondi».

La ricerca americana
Lo studio realizzato dall’università di Harvard si è sviluppato nel corso di 75 anni durante i quali sono state intervistate e analizzate 724 persone. Come ha spiegato lo psichiatra Robert Waldinger, quarto direttore della ricerca (per ordine di tempo), la vera felicità trova le sue fondamenta nelle buone relazioni: «Le connessioni sociali ci fanno molto bene», mentre «la solitudine ci uccide». Al contrario «l’esperienza della solitudine risulta essere tossica».

Rapporto fra solitudine e felicità
Tuttavia, c’è anche qualcuno che in questa solitudine cerca la felicità, come ricorda il professor Paolone: «Qualcuno cerca la felicità nella spiritualità o nella meditazione quindi le due cose non sono necessariamente in contraddizione». Importante quindi considerare «che non tutte le persone sono uguali» e che talvolta, quando è sana e ricercata volontariamente da un individuo, «la solitudine può essere anche un valore non necessariamente causa di infelicità».

Lavorare ed essere felici
Come coniugare felicità e lavoro? Basta svolgere la propria professione in un ambiente che rispetti una serie di requisiti: un ambiente di lavoro sereno, che favorisca l’equilibrio fra lavoro e vita privata e premi con una promozione chi lo merita davvero. Un lavoro in cui i manager agiscano in modo onesto secondo una solida etica nella loro attività aziendale e dove poter anche usufruire di particolari benefit. Questo identikit è il risultato dell’indagine di Great Place to Work Italia, che ha presentato la 18esima edizione della classifica delle 50 migliori aziende italiane per ambiente di lavoro.
«Il metodo che utilizziamo per stilare la classifica è unico al mondo, perché si basa sulle opinioni e le considerazioni dei lavoratori» ha sottolineato Andrea Montuschi, presidente di Great Place to Work Italia.

Cosa cercano i lavoratori
Gli aspetti più a cuore dei lavoratori sono soprattutto quelli legati al benessere personale: nei Best Workplace, infatti, i feedback positivi sono più alti per quanto concerne la serenità delle ore passate in ufficio (76 per cento), la sensazione di lavorare in un ambiente familiare (81 per cento), la possibilità di vivere la giornata insieme ai colleghi con il sorriso sulle labbra (78 per cento) e di riscontrare nella quotidianità un buon equilibrio fra vita lavorativa e personale (75 per cento). Ma non è tutto, nelle aziende in cui si vive in maniera eccellente le persone dimostrano ogni giorno di essere molto più attente le une verso le altre (78 per cento) e sono guidate da datori di lavoro che offrono benefit particolari (78 per cento) e riconoscimenti speciali sulla base delle performance lavorative (67 per cento).
E un ambiente di lavoro sano, in cui i dipendenti sono soddisfatti porta vantaggi anche al business aziendale come ha spiegato Alessandro Zollo, amministratore delegato di Great Place to Work Italia: «Le aziende che investono sullo sviluppo della cultura organizzativa, riuscendo a motivare al meglio i propri collaboratori, creano un sistema positivo virtuoso, che permette un concreto ritorno anche sul business».

La classifica
Per il 2019 al primo posto della classifica dei Best Workplace c’è l’Hilton, seguito da American Express Italia e ConTe.it (Admiral Group). Subito fuori dal podio troviamo AbbVie e The Adecco Group, mentre MSD Italia, Hilti, Pfizer e Lidl Italia chiudono la top10.

felicità
Classifica Best Workplaces Italia 2019

 

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